E Sinisa Mihajlovic ringraziò il suo “angelo custode”, Carmela Boscarino, infermiera originaria di Noto

A 54 anni, il tecnico del Bologna l'ha ringraziata pubblicamente durante la conferenza stampa prima della sfida col Napoli. E lei: "un uomo che non sa stare senza calcio"

Ha parlato di calcio, del suo mondo, della sfida al Napoli di oggi pomeriggio, ma Sinisa Mihajlovic nella conferenza stampa di venerdì scorso ha affrontato anche i 3 mesi trascorsi al Sant’Orsola di Bologna per combattere la leucemia.

Lo ha fatto con grande forza e coraggio, raccontandosi e ringraziando un po’ tutti: famiglia, staff del Bologna e, soprattutto, medici e infermieri. Ce n’è una in particolare che l’ex allenatore di Catania, Fiorentina e Milan ha voluto citare definendola il suo “angelo custode”: Carmela Boscarino, 54 anni, originaria di Noto, città da cui si è trasferita nel lontano 1983 – così come raccolto dai colleghi del Corriere dello Sport che l’hanno intervistata questa mattina – dopo aver vinto un concorso per infermiera professionista.

Lavora al Sant’Orsola e di pazienti alle prese con questa malattia ne ha visti tanti. Probabilmente Mihajlovic è stato uno dei più famosi transitati all’ospedale di Bologna.

“Non lo conoscevo, lo ammetto – racconta al Corriere dello Sport – perché non sono una grande appassionata di calcio. Con il tempo ho scoperto un uomo che ha trasformato la paura della sofferenza in coraggio. Anche se raccontandomi della sua vita, della guerra vissuta da piccolo mi faceva capire che ce l’avrebbe fatta”.

In oltre 3 mesi di ricovero il pensiero, dopo alla famiglia, correva verso il suo Bologna. E questo Carmela lo ha notato.

“Gli ho detto di pensare più a se stesso quando ci siamo salutati – riprende l’intervista sul Corriere dello Sport – ma mi ha fatto capire che senza calcio non riesce a stare. Ancora ricordo una telefonata di qualche settimana fa: lui aveva una televisione per seguire le partite del Bologna e un tablet per gli allenamenti. Ci fu una telefonata non ricordo con chi, si arrabbiò tantissimo ma prima di staccare disse “ti voglio bene””.

Un po’ come tutto il mondo del calcio adesso vuole bene a lui, simbolo di coraggio e determinazione.


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