Una protesta composta ma determinata per lanciare un messaggio chiaro al Libero Consorzio: gli interventi per garantire il funzionamento dei riscaldamenti nelle scuole superiori devono essere pianificati e conclusi per tempo. Protagonisti gli studenti dell’istituto superiore “Matteo Raeli” che venerdì mattina sono rimasti fuori dalle aule per manifestare contro il ritardo nell’accensione dei termosifoni.
Dopo due giorni di protesta nei pressi delle sedi scolastiche, ieri i ragazzi hanno organizzato un corteo partito da piazza XVI Maggio, con tappe in Cattedrale e davanti alla chiesa dell’Immacolata. Un’iniziativa pacifica, volta a chiarire fin da subito un punto: nessuna responsabilità viene attribuita alla scuola. La richiesta è un’altra, ed è rivolta all’ente competente. «Non si può arrivare a dicembre inoltrato e non avere i riscaldamenti accesi nelle classi per alcune valvole rotte», hanno spiegato gli studenti.
Il Libero Consorzio, che ha competenza sugli istituti superiori, quest’anno ha effettivamente accelerato l’invio dei fondi alle scuole per l’acquisto del carburante. Un aspetto che gli studenti, attraverso i loro rappresentanti d’istituto, hanno voluto riconoscere. Ma, sottolineano, non è sufficiente. I collaudi degli impianti sarebbero arrivati in ritardo e restano sempre possibili imprevisti tecnici.
«Il Matteo Raeli è una comunità – hanno dichiarato – e la situazione deve essere uguale in tutti e tre i plessi». Attualmente, infatti, i riscaldamenti funzionano in due sedi su tre, mentre nel terzo plesso permane il rischio di ulteriori ritardi nell’accensione. Una condizione ritenuta inaccettabile, soprattutto alla vigilia delle vacanze natalizie: «Torneremo in classe dopo un lungo periodo di chiusura delle scuole e non si dovrebbe arrivare a questo punto».
La protesta si chiude così con un appello alla programmazione e alla prevenzione, affinché disagi simili non si ripetano e il diritto allo studio sia garantito anche attraverso condizioni ambientali adeguate.
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