Dopo un anno e mezzo dal primo annuncio della rete ospedaliera che tanto clamore suscitò, l’assessore regionale alla Sanità Baldo Gucciardi ha illustrato ai sindacati il nuovo progetto che prevede una “riclassificazione” che si tradurrà nel mantenimento delle strutture esistenti, compreso il Pronto soccorso.
La nuova rete, infatti, segue il modello che suddivide gli ospedali gerarchicamente in “hub” (strutture di secondo livello altamente specializzate e integrate), “spoke” (grossi ospedali che dispongono di aree di pronto soccorso di primo livello con funzioni di rianimazione e degenza), presidi di base (sono quelli che mantengono almeno quattro unità operative come i pronto soccorso, la chirurgia generale, la medicina generale e l’ortopedia), ospedali in zone disagiate (dispongono delle strutture base per affrontare le emergenze) mentre scompaiono gli “ospedali di comunità” (in pratica ambulatori con la presenza di medici di base, psicologi e infermieri) e spuntano le strutture in zone “ad alto rischio ambientale”.
A Siracusa, all’Umberto I, unico “spoke” nella prima versione della rete, si unisce quello di Avola al quale però si fonde la struttura di Noto, che era stata indicata come semplice ospedale di comunità. Confermato Lentini come ospedale di base, mentre l’ospedale di Augusta diventa una struttura in “zona ad alto rischio ambientale”.
La nuova rete adesso dovrà essere sottoposta all’esame anche della commissione Salute all’Ars. A quel punto potrà essere inviata al Ministero della Sanità che dovrà verificare il rispetto dei parametri ministeriali e, se si avrà il via libera, potranno essere riviste piante organiche e atti aziendali e procedere con i concorsi annunciati oltre due anni fa.
Il Di Maria sarà di primo livello mantenendo tutti i reparti: Medicina, Chirurgia, Ortopedia, Cardiologia, Anestesia e Rianimazione, Ostetricia e Ginecologia, Pediatria, Cardiologia con unità intensiva, Neurologia, Psichiatria, Oncologia, Oculistica, Otorinolaringoiatria e Urologia. Inoltre saranno attivi 24 ore al giorno i servizi di radiologia con Tac, laboratorio e servizio immunotrasfusionale. Noto avrà anche la lungodegenza e riabilitazione oltre al Presidio territoriale di assistenza e al Pronto soccorso attivo. Si tiene dunque conto della emergenza-urgenza e non ci sono ridimensionamenti per la zona sud ma anzi un consolidamento e promozione dei nostri servizi sanitari in piena attuazione della rifunzionizzazione.
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