In tendenza

Noto, “Zoom Lune Lab”, il laboratorio on-line della Fondazione Tina Di Lorenzo che affronta l’attualità con gli autori del passato

Vaccini (da aspettare), recovery fund ed altro ancora al centro degli incontri on-line tenuti da Salvo Tringali - attore e sovrintendente artistico del Tina Di Lorenzo - e dal regista Orazio Condorelli

C’è tanta attualità ed ancor di più un grande senso di confronto in senso positivo nei laboratori proposti dalla Fondazione Teatro Tina Di Lorenzo in questi giorni di pandemia. “Zoom Lune Lab”, infatti, declina termini diventati importanti e famosi in questi giorni ma che trovano nel teatro tanti riferimenti. I vaccini (da aspettare), il recovery fund (per ripartire), il lavoro silenzioso per non far “scollare” le comunità e la speranza che presto tutto sarà finito.

Zoom Lune Lab è un “viaggio” contemporaneo attraverso autori, scrittori, attori, registi e…anche il Papa. A tenere gli incontri sono Salvo Tringali, attore e direttore artistico del Teatro Tina Di Lorenzo di Noto, e il regista Orazio Condorelli. Ogni lunedì c’è un tema nuovo da affrontare ed anche una simpatica sorpresa per gli iscritti: l’ultima, la scorsa settimana, il saluto di Leo Gullotta che ha parlato ai partecipanti (tra cui tanti giovani, ndr) di teatro, speranza e opportunità.

L’idea di fondo è quella di provocare una sorta di “cortocircuito”, attraverso domande che in maniera ironica lanciano i partecipanti in un confronto serrato e che li porta anche ad abbandonare la cosiddetta “comfort zone”. Domande scomode, in certi casi. Ma necessarie. Il primo grande autore affrontato è stato Samuel Beckett: l’attesa di Godot è un po’ l’attesa del vaccino che adesso c’è ma deve avere il tempo di arrivare dappertutto. Con Giorgio Strehler, invece, l’attenzione si è spostata sul recovery fund, richiamando il secondo dopoguerra, con il “piano Marshall” utilizzato per rilanciare l’economia dopo il conflitto mondiale.

C’è stato spazio anche per Papa Francesco, mentre ad “invadere” l’ultimo l’appuntamento pomeridiano sono stati Enzo Vetrano e Stefano Randisi, artisti palermitani che, per una simpatica circostanza, sono stati gli ultimi attori a salire sul palcoscenico del Tina Di Lorenzo con Riccardo 3, poco prima dell’inizio della pandemia l’anno scorso.

“E’ un esperimento che sta riuscendo – commenta Salvo Tringali – e lo vediamo dall’interesse dimostrato dai partecipanti. Tanti giovani, che si stanno mettendo in gioco e che vogliono scoprire o approfondire un mondo magico come il teatro, che può essere spunto di riflessione e, soprattutto, di nuove idee. Partiamo dalla storia, sia essa rappresentata da un testo o da un’autore, e poi decliniamo l’idea di fondo secondo quello che il presente ci offre. E poi usciamo pensando a come far nostra questa esperienza: esercizi sui social, partendo da Becket, o creando frasi di senso compiuti con parole prese dall’articolo di un giornale”.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo