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Noto, una vicenda legata a Marianelli diventa simbolo di legalità e responsabilità civile

La vicenda di Marianelli è un monito e un esempio: proteggere la storia e l’identità di un territorio è un dovere di tutti

La tutela del patrimonio culturale sulla spiaggia di Marianelli, a Noto, è diventata simbolo di legalità e responsabilità civile in Sicilia. Nel 2017, l’archeologa e funzionaria della Regione Siciliana Gabriella Ancona fu sottoposta a pressioni e minacce affinché alterasse un verbale ufficiale, omettendo l’esistenza di un rischio archeologico nell’area.

L’episodio, di cui si è appena concluso il processo, ha portato alla condanna di Rosalba Panvini, ex soprintendente di Siracusa, per violenza, minacce e falsità ideologica. La pena: 4 mesi di reclusione, più il pagamento di una provvisionale di mille euro alla parte civile e delle spese legali. Pur non potendo essere più severa a causa della cancellazione del reato di abuso d’ufficio, la sentenza riconosce la gravità dei fatti.

La vicenda di Marianelli evidenzia quanto sia fragile la difesa dei beni culturali di fronte a pressioni e interessi personali. Secondo Giusy Genovesi, responsabile Territorio, Ambiente e Agricoltura del Pd provinciale di Siracusa, questo caso dimostra il valore del coraggio e dell’integrità individuale: “Difendere la legalità significa difendere la Sicilia e il futuro dei siciliani”, afferma Genovesi.

Denunciare l’illegalità, sottolinea Genovesi, non è eroismo, ma un atto di responsabilità civile necessario per spezzare i meccanismi di corruzione che ancora minacciano il patrimonio culturale dell’Isola. La vicenda di Marianelli è un monito e un esempio: proteggere la storia e l’identità di un territorio è un dovere di tutti.


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