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Noto, Una notte in processione per la traslazione dell’arca di San Corrado

Fedeli composti, tutto secondo i piani: la traslazione dell’arca argentea di San Corrado dalla Basilica Cattedrale fino all’Eremo di San Corrado, santuario eretto nei luoghi in cui il Santo nativo di Calendasco visse da eremita, ha emozionato la notte dei netini.

Appuntamento alle 3, quando l’arca è stata accompagnata a spalla dai Portatori del Santo e “scortata” dai Portatori dei Cilii varcando il portone centrale della Basilica Cattedrale, muovendosi in processione verso la piccola frazione collinare, distante circa 7 chilometri. Prima dell’uscita un breve momento di preghiera, poi la processione si è snodata prima dentro il centro storico fino alla chiesa del Crocifisso e poi fino alla via dei Mille, dove è stata imboccata la Ss 287 in direzione San Corrado di Fuori. Arrivati in piazza don Orione, l’ultimo tratto da percorrere è stato quello del sentiero del Pellegrino, il serpentone che collega alla cava di San Corrado, antistante l’ingresso del santuario.

Dopo l’arrivo alle porte del Santuario, la messa celerata da monsignor Giurdanella sul piazzale antistante l’ingresso dell’Eremo, quindi l’arca è stata staccata dai quattro grifoni che la sostengono e posizionata nella grotta all’interno, accanto alla statua che raffigura San Corrado. Qui resterà esposta fino al 20 agosto, giorno in cui una nuova processione, con percorso inverso, la riporterà in Basilica Cattedrale.

 


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