Giovedì scorso si è tenuta al terzo istituto comprensivo Maiore, la cerimonia di commemorazione in occasione dell’anniversario dell’incidente aereo dell’Aviere Scelto Francesco Maiore in presenza del dirigente scolastico Aldo Sarchioto, del sindaco di Noto Corrado Bonfanti, del vicario generale don Angelo Giurdanella, di una rappresentanza della 137′ Squadriglia Radar Remota di Mezzo Gregorio e dei familiari dell’eroe.
“Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta, dell’elmo di Scipio s’è cinta la testa…” il coro che ha dato il benvenuto ai presenti circondati da una esuberante cornice di alunni che sventolavano bandierine tricolori. Durante la conferenza ognuno degli invitati ha avuto il piacere di ricordare Francesco Maiore che operò durante la 2′ Guerra Mondiale come volontario nella Regia Aeronautica. “Oggi è una giornata importante per il nostro Istituto – ha ribadito il dirigente – che è onorato di essere intitolata ad un così intrepido figlio netino. Francesco ha dimostrato coraggio, passione, abnegazione e senso del dovere. Il suo esempio deve aiutarci a non dimenticare le nostre radici e a continuare ad avere uguale amore per la patria; deve essere viatico per ampliare i nostri orizzonti guidandoci verso valori a noi più vicini come il rispetto per gli altri e la solidarietà verso chi vediamo, in un’ottica distorta, diverso da noi”.
Inoltre, per l’occasione, nell’ambito del progetto “Arte, colori e fiori”, è stato allestito, dagli alunni dell’Istituto, il tappeto di sale “F. Maiore… in volo”. Bozzetto effimero che rievoca il volo del Savoia Marchetti SM 79 aereo su cui Maiore, figlio di Noto, si trovava durante una missione tra l’11 e il 12 Novembre del 1942. Colpito dal fuoco nemico, lungo le coste della Baia di Bougie, in Algeria, l’aereo si trasformò in una torcia infuocata e, in un estremo atto di eroismo dell’intero equipaggio, il siluro fu comunque lanciato contro il piroscafo inglese che fu colpito e incendiato.
L’aereo cadde in mare e gli unici superstiti furono il Maiore e il suo comandante che, però, perse i sensi. Francesco, nonostante fosse gravemente ustionato, sorresse il suo comandante per due ore finchè non furono raccolti da un incrociatore Inglese. Il comandante ebbe salva la vita mentre il percorso terreno dell’intrepido aviere, dopo qualche giorno, finì. La cerimonia si è conclusa con i saluti e i ringraziamenti del Dirigente Scolastico a tutti gli intervenuti.