In tendenza

Noto, Un manifesto contro il “re nudo” Bonfanti, ma Fratelli d’Italia si dissocia: “Non condividiamo questo attacco”

”Una coalizione non si fa con i manifesti satirici“. Così esordisce Alessandro Spadaro, portavoce di Fratelli d’Italia An della provincia di Siracusa, in merito ai manifesti affissi a Noto dove vede inserito il simbolo del proprio partito a fianco di Forza Italia, Noto Nostra e Noto Futura.

Il portavoce del partito di Giorgia Meloni in provincia stigmatizza il comportamento di Forza Italia e delle liste presenti nel manifesto che senza alcuna autorizzazione hanno inserito il simbolo di Fratelli d’italia. “Non intendiamo aderire a iniziative propagandistiche di nessun tipo – dichiara Spadaro – tantomeno di questo livello, perchè la propria presenza in una coalizione insieme a Forza Italia in tutto il territorio nazionale e, quindi, anche in ambito locale non è scontata o automatica. Non condividiamo nemmeno nel merito e nella forma questo genere di attacco satirico e personale al sindaco Bonfanti, nonostante non sia sostenuto da Fratelli d’Italia, ed è oggetto di critiche e osservazioni politiche per scelte amministrative non condivise dal nostro partito“.

A far discutere è un disegno con i volti degli amministratori. Il sindaco Bonfanti disegnato come il “re nudo” della favola, alle sue spalle la “regina” assessore alla cultura Cettina Raudino, quindi l’assessore “pifferaio” Frankie Terranova e un corteo trainato dalle note con lo stendardo e lo stemma del Pd.

Le coalizioni si costruiscono su progetti condivisi e obiettivi comuni con l’onesta di rappresentare una parte di cittadini che credono nel possibile cambiamento. Oggi assistiamo – conclude Spadaro – al compromesso tra Renzi e Berlusconi ed al sostegno di quest’ultimo al governo con quello che noi chiamiamo il “Patto del Nazareno” e riteniamo stucchevole che chi sta con il centrosinistra, ivi compreso il Nuovo Centro Destra, pretenda che Fratelli d’Italia conceda agibilità politica e credibilità tra l’elettorato di destra coinvolgendolo in ipotetiche e dubbie coalizioni. Si gioca sull’equivoco e noi non vogliamo equivoci”.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo