“Siamo contrari al regolamento attuale sui rifiuti, cioè sulla Tari, perché non si tiene conto dei “ceti deboli”, di chi ha una pensione minima, di chi non ha un reddito sufficiente per vivere, per i disoccupati, per quei nuclei familiari, che vivono con meno di 900 euro al mese. Ci risulta che in quasi tutte le città d’Italia sia del Nord che del Sud, il regolamento sulla Tari contempla per queste categorie sociali il dimezzamento se non addirittura l’esenzione totale“. A parlare è Roberto Bellassai, del comitato per i Diritti del Cittadino, sulla lotta contro gli evasori Tari lanciata dall’amministrazione comunale netina, per dire che bisogna rivedere il regolamento e difendere quei cittadini che non riescono a pagarla.
“Abbiamo più volte scritto al sindaco e alla sua amministrazione, tramite copie degli articoli presentati all’Urp, ma non abbiamo mai avuto una risposta. Nemmeno ci è stato detto dove sono finiti i 317 mila euro del famoso Fondo di Solidarietà riguardante l’anno del 2013 – aggiunge – Il sindaco parla di cittadini che non sono registrati nel database del servizio Tari, dicendo anche che questi abusivi si ritroveranno addebitati cinque anni di costo di servizio retroattivo. Ci chiediamo e chiediamo: ma il sindaco non si è mai chiesto di quali soggetti sociali si tratta? Basterebbe fare una breve ricerca per vedere chi sono. Per noi si tratta di nuclei familiari e di soggetti, che non hanno la possibilità economica per pagare, di conseguenza farebbe bene il sindaco e la sua amministrazione di “rivedere il Regolamento”, abbassando la Tari ai “soggetti deboli”. Ci sarà pure un’esigenza di base se l’attuale Governo M 5 Stelle – Lega, parla di “reddito di Cittadinanza”.
Il problema, secondo Bellassai, è nel regolamento in cui non vengono contemplati le riduzioni che riguardano i ceti deboli, né viene rispettato l’articolo 53 della Carta Costituzionale, secondo cui tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva: “è evidente che questo articolo della Costituzione fa a pugni con il Regolamento attuale della Tari approvato dall’amministrazione Bonfanti”.
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