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Noto, solidarietà e teatro nella Casa di reclusione

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Un gesto concreto di solidarietà e un momento di profonda riflessione attraverso il teatro. È questo il doppio significato dell’iniziativa promossa dal Club Soroptimist Val di Noto all’interno della Casa di reclusione di Noto, dove la presenza dell’associazione si è tradotta nella donazione di attrezzature destinate alla struttura e in un incontro culturale che ha coinvolto direttamente i presenti.

Sensibilizzato dal direttore dell’istituto dott. Andrea Calareso, il Soroptimist Val di Noto presieduto da Cinzia Italia e rappresentato dalla segretaria Maria Alecci, ha voluto offrire il proprio contributo alle attività e alla quotidianità della struttura penitenziaria, donando ventilatori industriali destinati alle officine e ventilatori per le camerate. Un intervento concreto, che segue anche il progetto nazionale “SI SOSTIENE… IN CARCERE” e pensato per contribuire al miglioramento delle condizioni negli spazi utilizzati quotidianamente all’interno delle Case di reclusione, confermando la vicinanza del Club alla realtà carceraria netina.

Accanto alla solidarietà materiale, la giornata ha riservato spazio anche alla cultura e al teatro con la presenza del professor Franco Bonfanti, protagonista di una performance dedicata al tema della solitudine e della condizione delle persone anziane.

Il testo “Le ultime lune” proposto dall’attore affronta temi come la malinconia, il disagio psicologico e fisico e la solitudine, raccontando una condizione ambientata nel contesto di una residenza per anziani. Una storia distante dalla realtà vissuta dal pubblico presente nella struttura penitenziaria, ma che è riuscita ugualmente a suscitare emozioni e riflessioni.

Durante la performance, infatti, il pubblico ha seguito il monologo con grande attenzione. “La partecipazione è stata emotivamente molto forte – ha raccontato Bonfanti –. C’è stato un grande silenzio e anche alcuni interventi alla fine, insoliti anche nei teatri normali”.

Al termine della rappresentazione è seguito anche un momento di dialogo. Alcuni dei presenti hanno rivolto domande all’attore, dando vita a un confronto che Bonfanti ha definito particolarmente stimolante e particolare visto che gli hanno chiesto di lasciare la pianta di basilico, oggetto di scena utilizzato, per potersene prendere cura.

L’artista aveva già vissuto esperienze teatrali all’interno di altri istituti penitenziari, tra cui il carcere di Marassi a Genova e quello di Sant’Agostino a Savona. L’incontro di Noto, però, lo ha colpito per l’intensità della partecipazione e per l’attenzione del pubblico. “Qui la partecipazione è stata molto più intensa – ha sottolineato – sia per la presenza numerosa sia per l’attenzione che ho trovato”.

Ottavio Gintoli

Ottavio Gintoli

Giornalista pubblicista dal 2012, di base a Noto. Ha iniziato con lo sport e oggi scrive di politica, cronaca, cultura ed eventi. Firma anche per La Sicilia; nel network dal 2015. Il…

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