Noto-Sapri 3 a 2, dieci anni fa la prima volta dei granata al Palatucci in Serie D. La “riprese” Catania all’89’ (VIDEO)

Sotto 2 a 1 ad un quarto d'ora dalla fine: la pareggio Luca Filicetti (che partiva dalla panchina) e la "riprese" Gianluca Catania

Sembrava il primo giorno di scuola. O meglio il secondo. Il primo, la domenica precedente, era andato meglio di come si potesse immaginare: ad Eboli, all’esordio assoluto in Serie D contro la squadra che poi stravincerà quel campionato, finisce 1 a 1 con gol allo scadere di Peppe Savanarola e prima serie di maglie regalata ai tifosi presenti sugli spalti. Tanto che quel pomeriggio il Noto giocò con un insolito completo granata di due brand diversi (Errea e Sportika).

Quel pomeriggio tutti cercavano di dare il proprio contributo nella maniera migliore possibile: ordine e compostezza in sala stampa, colori e tifo sugli spalti, festa – composta – in campo prima dell’inizio del match perché per la prima volta al Palatucci si giocava per i 3 punti e per giunta in Serie D.Ecco perché Noto-Sapri 3 a 2 del 12 settembre 2010 rientra di diritto tra le dieci partite della storia recente del Noto che non possono essere dimenticate.

In quel Sapri c’era un centravanti dal nome Emanuele Alessandrì che difficilmente si dimentica: un armadio di 190 cm che intervistato a fine gara sembrava ancora più grande e grosso che visto dalla tribuna stampa. E infatti ne segnò due, seppur su rigore.

Il Noto, invece, era quella magnifica ed equilibrata creatura che con il passare delle giornate avrebbe incantato, prima, per poi perdere la bussola a metà girone di ritorno costringendo la società ad esonerare mister Giancarlo Betta ed a chiamare in corsa Angelo Galfano: la salvezza, complici i punti di penalizzazione per il caso Montalto, arriverà solo ai play-out contro la Rossanese e con una traversa del Palatucci che ancora trema (e che salvò i granata).

Ma quel Noto-Sapri fu l’impatto devastante ed emozionante con la Serie D, la prima volta al Palatucci dopo anni di attesa. Problemi di formazione per mister Betta, con Carbonaro fuori per infortuno e Filicetti arruolato a metà. Si affidò all’esperienza ed alla quantità a centrocampo, lasciando a Savanarola e Catania il compito di fare bene in attacco.

Betta sceglie il 4-4-2, con Cavone in porta, Ignazzitto e Bognanni esterni e coppia centrale formata da Orefice e capitan Montalto. A centrocampo Pirrone e Calabrese centrali, l’under Scaravilla a sinistra e il giovanissimo Di Dio a sinistra. Catania e Savanarola in attacco.

Sarà proprio Savanarola a sbloccare l’incontro al 27′, di testa e da posizione angolata bissando il gol di sette giorni prima ad Eboli. Sembra una partita in discesa, ma al 41′ Alessandrì trova il pari dagli 11 metri e al 52′ porta i suoi in vantaggio. Il Noto è costretto ad inseguire e mister Betta trova la quadra al 57′ quando cambia completamente schema. Fuori Cavone per Zelletta (sì, Andrea il tronista di Uomini e Donne e futuro concorrente del Grande Fratello Vip) in porta così da liberare un posto senior in campo e dentro Filicetti per Scaravilla. Passano 13 minuti e Filicetti riaggiusta la partita a modo suo: si fa dare palla a centrocampo e da “casa sua” con quel sinistro perfido sorprendere il portiere avversario.E’ 2 a 2.

Il Noto potrebbe accontentarsi di un buon pari ma non lo fa. La spinta dei tifosi è continua anche se all’85’ Consalvo, entrato al 63′ al posto di Di Dio, venne espulso ma all’89’ Gianluca Catania la riprende. Tutto nasce a destra, con Savanarola bravo a tenere palla, Calabrese che si butta nello spazio ed entra in area mettendo una palla tesa il punto giusto per arrivare sul piede di Catania che fa 3-2 e manda in estasi i tifosi granata.

Sarà festa sugli spalti, festa negli spogliatoi: la Serie D non faceva più paura. Per chi volesse rivedere quella partita, link al video disponibile qui.

 


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