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Noto, Protasi (Fci): “Ciclisti più sicuri con ok a marcia affiancata”

Una proposta di legge in discussione alla Camera dei Deputati promette di rivoluzionare la circolazione dei ciclisti sulle strade italiane

Una proposta di legge in discussione alla Camera dei Deputati promette di rivoluzionare la circolazione dei ciclisti sulle strade italiane, introducendo regole più sicure e moderne. A segnalarlo è Corrado Protasi del Comitato Regionale della Federciclismo, secondo cui il provvedimento potrebbe aumentare in modo concreto la sicurezza stradale.

Tra le principali novità c’è la possibilità per i ciclisti di procedere affiancati in due e in gruppi fino a dieci persone, anche fuori dai centri abitati, quando la carreggiata lo consente e i veicoli a motore rispettano la distanza laterale minima di 1,5 metri. “Superare la rigida regola della fila indiana riduce i tempi e i rischi del sorpasso – spiega Protasi – evitando che le auto debbano impegnare la corsia opposta per periodi prolungati, spesso creando situazioni pericolose.”

La proposta, presentata dall’onorevole Roberto Pella (Forza Italia), vicepresidente ANCI e presidente della Lega del Ciclismo Professionistico, fa parte dell’aggiornamento del Codice della Strada avviato dopo la legge 9 aprile 2025 n. 58.

Altre misure previste riguardano la sicurezza personale e la visibilità dei ciclisti: casco obbligatorio per tutti i minori di 18 anni e per chi pratica attività sportiva con calzature tecniche agganciate ai pedali; luci posteriori rosse sempre accese, anche di giorno; luci anteriori bianche obbligatorie nelle ore notturne per le bici sportive.

La legge introduce inoltre la possibilità di autorizzare scorte tecniche durante allenamenti su strade aperte al traffico, con un disciplinare condiviso dai Ministeri delle Infrastrutture e dell’Interno, e un aggiornamento dei quiz per il conseguimento della patente con domande specifiche su circolazione dei velocipedi e comportamento degli automobilisti nei confronti dei ciclisti.

“Proteggere gli atleti di oggi significa tutelare i cittadini di domani – conclude Protasi – a partire dai bambini. Speriamo che la legge venga presto approvata in Aula.”


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