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Noto, processo Rotini, il Pm: “Ada provò a difendersi dall’aggressione”

Prima udienza di dibattimento del processo che vede come imputato l'ex marito Filippo Asero

Ci avrebbe provato a difendersi Ada Rotini quella mattina dell’8 settembre 2021 quando recandosi nell’abitazione che condivideva con quello che era quasi il suo ex marito (Filippo Asero)  si vide aggredire da quest’ultimo e fu colpita a morte con un coltello.

E’ la ricostruzione fornita dal Pm Alessandra Russo durante la prima udienza di dibattimento del processo per la morta della donna originaria di Noto. Pm che nel prendere la parola in Tribunale ha ricostruito gli attimi concitati dell’aggressione, pochi ma interminabili atti, durante i quali la donna avrebbe provato a difendersi dalla furia dell’ex marito (in mattinata era prevista la prima udienza di separazione in Comune), evidenziando le aggravanti dell’omicidio ed elencando i punti, a quanto pare alcuni anche vitali, colpiti dall’uomo.

Imputato che era presente in aula a che ha preferito allontanarsi durante l’udienza, in disaccordo con la ricostruzione fornita dal Pm e che arrivava al termine anche di un’attenta fase di raccolta delle testimonianze.

Durante l’udienza sono stati ascoltati i difensori di parte civile, tra cui l’avvocato Giuseppe Cultrera che assiste la famiglia Rotini.

Rimettendosi totalmente alle discussioni del Pm, ha ribadito la richiesta di condanna al massimo di pena prevista e di condanna al risarcimento danni alle parti civili (oltre ai famigliari ci cono anche il Comune di Bronte e alcune associazioni contro la violenza sulle donne, ndr), sottolinenando la responsabilità dell’imputato emersa e confermata anche in sede di istruttoria dibattimentale.

Il 20 luglio è attesa la discussione della difesa.


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