In maniera asettica, proponiamo le prese di posizioni dei consiglieri comunali Daniele Pagano e Michele Amaddio. Entrambi sono stati eletti tra le fila degli ex Autonomisti. Pagano prende le distanze dalla nomina del nuovo assessore in quota Sviluppo e Territorio, con Amaddio che gli risponde per le rime.
Ecco, in ordine temporale, le dichiarazioni del consigliere Daniele Pagano.
“In merito alla nomina del nuovo assessore in quota al gruppo consiliare “Sviluppo e Territorio” – afferma Pagano – , il sottoscritto dichiara di avere appreso della nomina solo dai giornali e che su questo argomento non è stato avvisato, in nessun modo, né dal capogruppo né tantomeno dall’on. Gennuso. Inoltre , non ho mai chiesto, come da ipotesi dei giornali locali, alcun posto di assessore né per il sottoscritto né per altri, trattandosi , quindi , solo di mere supposizioni giornalistiche“.
Pagano dissente fortemente da questa nomina “in quanto il nuovo assessore vive, lavora e svolge la sua vita sociale a Rosolini e non a Noto ed è quindi del tutto lontano dal contesto sociale in cui è chiamato ad operare. Avrebbe avuto senso la nomina di un non-netino solo se si fosse trattato di una personalità eccelsa nel settore a lui affidato ma non mi pare che il neo assessore sia un emulo di Renzo Piano o di Fuksas.
Mi chiedo, come penso anche tanti concittadini, forse che a Noto non esiste un soggetto valido che avrebbe potuto ricoprire tale incarico?
Ma naturalmente il sindaco già pensa alla prossima tornata elettorale e una lista in più potrebbe fare comodo. Credo però che il sindaco con questa nomina, oltre ad aver commesso un grave errore di valutazione politica, abbia soprattutto mortificato se stesso, abbia mortificato l’intera amministrazione e l’intera comunità della città di Noto dove non mancano le persone e personalità per amministrare. Per quanto riguarda la mia posizione in Consiglio Comunale, farò le necessarie valutazioni insieme ai miei amici, che sicuramente saranno rese note nella prossima seduta.”
Questa, invece, la risposta del collega Michele Amaddio.
“Fino a quando i fratelli Pagano hanno ottenuto dal nostro Gruppo tutto quello che si poteva, tutto andava bene. Adesso sputano nel piatto dove hanno mangiato. Vorrei ricordargli che Noto non è una città che vive determinate emergenze e non era il caso di scomodare questi illustri professionisti come Renzo Piano o Fuksas. Credo che l’arrivo in giunta di Enzo Medica che conosce tutte le problematiche di Noto, ma cosa ancora più importante come funziona la macchina regionale, va inquadrata nell’ottica di un commissariamento di Sviluppo e Territorio, un Movimento che in questi ultimi anni spesse volte non è stato coerente con il programma stilato alla vigilia del 2011.
“Forse voleva farlo lui l’assessore” – si domanda Amaddio? Non ha la statura politica, né il gradimento del nostro Movimento. Dico soltanto che la new entry in giunta è soltanto il frutto del ricompattamento della coalizione che ha portato il sindaco Corrado Bonfanti a vincere le elezioni amministrative.
Certe chiacchiere da caffè lasciano il tempo che trovano. E sulle esternazioni di Rosa Bologna di Noto Libera, dico solo che è solo una voce fuori dal coro parla per la rabbia di essere rimasta isolata in un gruppo destinato a morire”.
Nella foto di Paolo Interlando, il consigliere Amaddio e il consigliere Pagano durante una seduta del consiglio comunale a Palazzo Ducezio.
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