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Noto, ospedale Trigona: Bonfanti parla di “dialogo interrotto”, Marziano si appella alla deputazione

Secondo il primo cittadino di Noto la nuova bozza ospedaliera penalizza eccessivamente Noto perché cancella anche la clausola di salvaguardia che prevedeva l'arrivo delle cliniche private prima di un eventuale trasferimento dei reparti dal Trigona al Di Maria di Avola. Intervento anche dell'ex assessore regionale Bruno Marziano

“Tutti sanno bene, e chi non lo dovesse sapere si informi, che la ripartizione delle competenze (evito di usare termini tecnici e di citare Decreti e numeri vari che per comodità di qualcuno, sono datati a partire dal 2015 in poi, termine spartiacque usato da chi, per puro protagonismo e legittima ambizione, ha sparato a zero contro i suoi compagni di amministrazione, deputazione regionale compresa, tradendoli spudoratamente) tra i due stabilimenti, di Avola e di Noto, risale al 2009, anno in cui l’incapacità di dialogo, tra le due comunità, ha portato un soggetto terzo (l’Agenas) a stabilire quali reparti collocare nell’uno e quali nell’altro. Ciò detto, le iniziative popolari, le delibere consiliari e tutte le attività poste in essere per contestare le decisioni assunte (esclusivamente sul piano politico e fatte passare per decisioni tecniche) sono state contemplate nel ricorso straordinario al Presidente della Regione Siciliana, che quest’Amministrazione ha formalizzato impugnando il Decreto assessoriale n.1377/25.05.2010 (Riordino, rifunzionalizzazione e riconversione della rete ospedaliera e territoriale dell’azienda ospedaliera di Siracusa)“. Con un post sul suo profilo Facebook il sindaco Corrado Bonfanti prende posizione sulla questione ospedale, ancora una volta al centro del dibattito dopo la presentazione della nuova bozza di riordino della rete ospedaliera siciliana presentata nei giorni scorsi dall’assessorato regionale alla Salute. Intervento condiviso dall’ex assessore regionale Bruno Marziano.

Il Consiglio di giustizia amministrativa ha respinto il ricorso motivandolo che il Consiglio ritiene che la relazione e la documentazione prodotta dall’assessorato presentano una plausibilità e ragionevolezza tecnica tali da escludere che le censure mosse valgono a inficiare l’atto nei sensi indicati dal ricorrente. “Cari concittadini – aggiunge Bonfanti – in questi anni non abbiamo fatto altro che richiedere un complessivo potenziamento della zona Sud e una sanità adeguata alle nostre esigenze e alla domanda sempre più crescente della nostra comunità. C’è stato dialogo, confronto e, lasciatemelo dire, anche proposte e soluzioni di alto livello e implementative degli attuali servizi sanitari. Oggi, prima di ogni azione, bisogna comprendere se questo governo regionale è nelle condizioni di riprendere il dialogo e se la Direzione Generale, effettiva o facente funzione, della nostra Azienda provinciale, voglia interessarsi alla zona Sud o continuare a guardare altrove. In caso positivo, noi ci siamo; nell’altro caso ci saremo ancora più forti e convinti che la lotta non sarà certo di campanile ma a favore della tutela della salute dei concittadini di questo territorio del Sud Est. Chiarezza, trasparenza e, soprattutto, rispetto dei cittadini, consapevoli che, nell’epoca in cui viviamo, le cattiverie, le falsità, le strumentalizzazioni, l’accanimento politico, la voglia di protagonismo, a tutti i costi, attecchiscano solo dove non c’è spirito di comunità e intelligenza viva; quindi non certamente a Noto”.

Intervento condiviso dall’ex assessore regionale del Pd Bruno Marziano, il quale ha confermato che “nella nuova bozza di rete ospedaliera varata dalla Regione Siciliana spariscono infatti tutte le clausole di salvaguardia che, assieme agli altri colleghi parlamentari regionali, avevo ottenuto negli anni scorsi per la salvaguardia dell’Ospedale di Noto ed il potenziamento complessivo della sanità nella zona sud. Con le previsioni contenute in questa bozza , infatti, non solo si determina la chiusura di fatto dell’ospedale di Noto, ma non si potenzia ,come era nelle previsioni precedenti, la sanità nella zona. Sparisce infatti l’impegno a mantenere anche a Noto il pronto soccorso e sparisce l’impegno a vincolare lo spostamento dei reparti per le malattie acute solo dopo l’inserimento dei posti letto relativi delle cliniche private nella stessa sede ospedaliera di Noto. Ritengo opportuno lanciare un appello alla deputazione regionale perché si possa ancora intervenire per evitare i rischi contenuti nella bozza di Rete dell’assessorato alla sanità. Poichè non si tratta solo di salvaguardare un importante presidio ospedaliero della provincia, ma di rafforzare la sanità nella zona sud attraverso l’integrazione fra pubblico e privato. Dichiaro la mia disponibilità a sostenere tutte le azioni politiche ed amministrative che il comune di Noto volesse mettere in atto per far rispettare gli impegni precedentemente assunti”.


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