Politica

Noto, ok al bilancio consuntivo 2020. I Revisori: “Accantonamento è disavanzo, no debiti”

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Con 14 voti favorevoli (tutta la maggioranza più quelli di Cutrali e Sammito dell’opposizione) e un astenuto (Tiralongo) – e un assente, il consigliere Leone, uscito dall’aula dopo il suo intervento e poco prima della votazione) il consiglio comunale ha approvato il conto consuntivo 2020. Ma non sono mancate le polemiche sull’ormai risaputa questione dei 61milioni di euro di presunti debiti che gravitano sulle casse comunali.

Un argomento da campagna elettorale, un tormentone finalmente affrontato in aula, con la maggioranza ferma sulle proprie posizioni, evidenziando come il documento approvato in aula riguardasse un’altra amministrazione, e l’opposizione (con due esponenti su tre che poi hanno comunque votato “sì”, a chiedere conto delle risposte dei revisori dei conti sulla questione debiti. Risposta secca: gli accantonamenti “tecnicamente non sono debiti prodotti dall’amministrazione, ma bensì somme accantonate che se non riscosse, vanno a costituire un disavanzo negativo”.

Ma la discussione prima della votazione è durata più di due ore. Fatte salve le interrogazioni presentate dal consigliere Cutrali sul trasferimento del comando di Polizia Municipale al Piano Alto e sulla concessione di una sala comunale ad un movimento politico per il suo congresso attuale, non sono mancati i batti e ribatti a distanza,

Così se il sindaco Figura, il suo vice Veneziano e lo stesso vicepresidente dell’aula Adriano Formica hanno attaccato la gestione precedente dell’ente, concetti poi ribaditi dal consigliere Leone poco prima di uscire dall’aula per la votazione, dai banchi dell’opposizione Tiralongo ha fatto notare, in maniera semplice, come si aspettava di trovarsi davanti una maggioranza alla ricerca di soluzioni e non di colpevoli.

Lo stesso Tiralongo ha poi commentato che “un’eventuale procedura di riequilibrio finanziario rappresenterebbe un fatto molto grave perché in contrasto con le affermazioni dei Revisori dei Conti, secondo i quali l’ente non è in dissesto finanziario né strutturalmente deficitario”.

Da qui la necessità di correre ai ripari: il problema, risaputo, è la storia della mancata riscossione. Questa la grande sfida da affrontare e vincere.