Noto, oggi il lungometraggio di Francesco Di Martino all’inaugurazione della Rassegna del Documentario a Licodia Eubea

Saranno proiettate 32 opere. Il regista netino porta con sè "Prima che arrivi l'estate", lavoro dedicato al legame tra la Valcamonica e gli indiani d’America

Esiste un collegamento tra la Valcamonica, piena Lombardia, e gli indiani americani? Sì. E Francesco Di Martino, regista di Noto, ci ha dedicato un intero lungometraggio con cui oggi si aprirà la Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea.

Non è nuovo a lavori del genere il regista netino. Dopo “Gleno: dove finisce la valle”, Val di Scalve e che lo ha visto in tour in tutta Italia, dopo aver raccontato la vita della comunità dei Caminanti di Noto e dopo aver tirato fuori un prezioso lavoro sul Gioia di Scicli, eccolo nuovamente protagonista di un’opera che mischia mistero e natura.  Tutto imperniato sulla figura di Italo Bigioli.

Il documentario testimonia la vita di Italo, ripreso nella sua quotidianità che muta seguendo il ritmo naturale delle stagioni, e si sofferma sui ricordi – attraverso l’uso di materiale d’archivio – degli incontri tra il protagonista e gli indigeni d’America – gli Apache San Carlos prima e i Lakota Oglagla Sioux dopo – e sull’attesa del loro ritorno che avverrà in estate.

Il film si sviluppa in tre parti: la prima riguarda l’attesa di Italo dell’estate, che preannuncia l’arrivo del capo indiano Lakota; la seconda, il cuore del film, illustra i motivi che hanno fatto incontrare Italo per la prima volta con gli Apache, l’amicizia tra di loro e l’ultima battaglia degli Apache contro il Vaticano; la terza mostra l’arrivo del capo indiano Cecil Cross e il suo rapporto di amicizia con Italo, che sfocia in un incontro tra due culture diverse ma che hanno in comune il principio di “un popolo aiuta un altro popolo”, nato appunto dalle battaglie che hanno condiviso grazie agli Apache, e il principio di connessione tra la natura e tutti gli esseri viventi.

Ne esce fuori una ricerca documentata che conduce lo spettatore verso interrogativi quotidiani e quasi esistenziali.


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