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Noto, nuovi tesori per il Museo Diocesano: 10 opere in arrivo dalla chiesa di Santa Maria di Gesù

Sono 10 tra sculture, dipinti e arredi sacri

Nuovo capitolo per il patrimonio artistico della città Barocca: Dieci opere d’arte, per lungo tempo custodite nella chiesa di Santa Maria di Gesù al Piano Alto, entreranno ufficialmente a far parte dell’esposizione permanente del Museo Diocesano di Palazzo Landolina. Il trasferimento è stato formalizzato nei giorni scorsi con un accordo tra Comune e Diocesi di Noto.

La firma, avvenuta in Sala Giunta a Palazzo Ducezio, rappresenta un passo significativo nella valorizzazione del patrimonio storico-artistico cittadino. «Un’intesa resa possibile grazie alla piena collaborazione della Diocesi», ha dichiarato il sindaco Corrado Figura, che ha voluto pubblicamente ringraziare il vescovo di Noto, monsignor Salvatore Rumeo, per l’attenzione riservata alla tutela delle radici culturali del territorio. Un riconoscimento è stato rivolto anche a don Stefano Antonio Modica, direttore del Museo Diocesano e delegato vescovile per i Beni Culturali, per il ruolo svolto nell’intero percorso.

L’accordo non comporterà costi per l’amministrazione comunale, ma garantirà alle opere un contesto museale più idoneo alla conservazione e alla fruizione pubblica. Palazzo Landolina, già sede di un’importante collezione, potrà così ospitare nuovi pezzi capaci di ampliare il racconto storico-artistico della città.

Le opere in arrivo — una selezione eterogenea tra sculture, dipinti e arredi sacri — attraversano un arco temporale di diversi secoli. Tra queste spiccano la Madonna delle Grazie, una scultura marmorea dei fratelli Pietro e Paolo De Battista databile ai primi anni del Cinquecento, e un dipinto raffigurante la “Vergine bambina con Sant’Anna e San Gioacchino”, attribuito al pittore settecentesco Costantino Carasi. Presenti anche lavori riconducibili ad Antonio Vizzini, Giuseppe Sequenzia, una scultura lignea dell’Immacolata del XX secolo e un antico altare con tabernacolo, anch’esso in legno, di autore ignoto.

Un trasferimento che non è soltanto logistico, ma culturale: le opere, sottratte al rischio dell’oblio, potranno ora essere ammirate e studiate in un ambiente dedicato, contribuendo a rinsaldare il legame tra la città e la sua storia artistica.


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