La scrittura come strumento di riflessione, rielaborazione del vissuto e crescita personale. È questo il cuore del progetto “Scrivere per dare forma al Mondo”, che nei mesi scorsi ha coinvolto la Casa di reclusione di via Garibaldi a Noto, su iniziativa dell’Unitre cittadina.
Otto detenuti hanno preso parte a un percorso articolato in attività di lettura e analisi di testi appartenenti a diversi generi letterari, con l’obiettivo di stimolare il confronto e favorire l’espressione delle emozioni. Un cammino graduale che si è concluso con un concorso letterario, valutato da una commissione giudicatrice.
Il progetto, della durata di quattro mesi, ha registrato un’ampia partecipazione da parte dei detenuti coinvolti, che hanno dimostrato interesse e impegno, trovando nella scrittura un nuovo modo per comunicare sentimenti, esperienze e aspirazioni future. Nei testi prodotti emergono riflessioni personali profonde, segnate dalla voglia di riscatto e dal desiderio di cambiamento.
A chiudere il percorso è stata una cerimonia di premiazione, durante la quale sono stati letti alcuni degli elaborati, tutti caratterizzati da una notevole qualità espressiva e da forti risvolti personali. Parole che raccontano fragilità, consapevolezze e speranze, restituendo valore al percorso intrapreso.
L’Unitre di Noto ha espresso un sentito ringraziamento alla Direzione della Casa di reclusione netina, nella persona del direttore dott. Andrea Calareso, agli educatori e ai volontari che hanno accompagnato i detenuti durante le attività, complimentandosi infine con i partecipanti per la disponibilità a mettersi in gioco e ad aprire il proprio animo.
Un’esperienza che conferma come la lettura e la scrittura possano diventare strumenti concreti di crescita, riscatto e reinserimento sociale. Come lo sono d’altronde le tante attività trattamenti organizzate nella casa di reclusione netina, dove i detenuti seguono percorsi di istruzione in scuole di ogni ordine e grado fino all’Università. Tra queste attività rientrano anche le officine di falegnami, fabbri e sarti, nonché la partecipazione a corsi di lavoro professionalizzanti che rilasciano una qualifica professionale spendibile nel mondo del lavoro, e i laboratori teatrali e musicali.
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