Attualità

Noto, Liceo Classico: consegnate le borse di studio intitolate a Vincenzo La Rosa. Ma la lectio magistralis del prof. Dario Palermo è da tenere sempre ben a memoria…

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“Non penso possa esistere uomo politico che non abbia mai letto Il dialogo dei Meli di Tucidide o un giudice che non conosca Antigone di Sofocle. Questo perché il Liceo Classico forma culture contemporanee…“. Questo è stato uno dei passaggi più significativi della lectio magistralis che questa mattina il prof. Dario Palermo ha tenuto ai ragazzi del liceo Classico Antonio Di Rudinì prima della consegna di due borse di studio intitolate al prof. Vincenzo La Rosa. Un passaggio che riporta fortemente d’attualità i tanti punti di vista che spesso troppo sommariamente si affrettano a definire gli studi classici ormai fuori moda o senza prospettive future.

Ipotesi che il prof. Palermo ha smentito raccontando la centralità che gli studi classici hanno tutt’ora nella vita di tutti i giorni, di come le lingue definite “morte” rappresentano un quid (eccole, guardate un po’) in più per la conoscenza della realtà e anche per interpretare al meglio i modi di dire e di esporsi. Un concetto ribadito dal prof. Paolo Randazzo e sottolineato dal preside Concetto Veneziano, il quale ha ricordato che il suo istituto (il liceo Classico Di Rudinì rientra negli indirizzi di studio dell’istituto superiore Matteo Raeli) sta raccogliendo tutte le opportunità che presenta il territorio e tra queste anche quella che riguarda la campagna di scavi sul monte Alveria, lanciata in collaborazione col comune e che proseguirà anche con la sezione netina dell’Archeclub.

“Lo studio è conoscenza personale ma anche abitudine al confronto con realtà diverse“, ha chiosato il prof. Dario Palermo, docente di Archeologica classica all’università di Catania, portando l’esempio di Sofocle e Tucidide: seppur si tratta di vicende ultra secolari, sono le basi di partenza per sviluppare una coscienza critica, non omologata a quello che purtroppo una società troppo influenzata, e inflazionata, da un altro modo di guardare la cultura, propone per le generazioni di adesso.

Dopo le parole del prof. Palermo, la vedova Tina La Rosa Argentino ha abbracciato e virtualmente consegnato le 2 borse di studio in onore del marito alle 2 alunne scelte dall’apposito comitato scientifico: Asia Capello (2A) e Daria Testa (3A). Il prof. e archeologo Vincenzo La Rosa è stato docente all’università di Catania e si è formato proprio al liceo Classico Antonio Di Rudinì. Liceo che gli ha dedicato una lapide, posta all’ingresso della sede principale di corso Vittorio Emanuele. La famiglia ha deciso di bandiere ogni anno una borsa di studio che poi l’istituzione scolastica decide a quanti alunni o alunne meritevoli assegnare. Quest’anno è toccato alle 2 ragazze, ma già dall’anno prossimo il bando potrebbe prevedere interessanti novità: diventerà un concorso i cui lavori potrebbero col tempo trasformarsi anche in vere e proprie pubblicazioni.