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Noto, Leone replica a Bonfanti: “sfugge ai confronti, ma citi un caso di affidamento della mia amministrazione non finanziato”

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“A proposito del comizio tenuto dal sindaco Bonfanti nell’ultimo Consiglio Comunale sulla vicenda dei presunti brogli elettorali di Corrado Cultrera e dell’affidamento diretto al presidente del Consiglio, Veronica Pennavaria, è bene chiarire che durante la mia amministrazione non solo non sono mai stati dati incarichi a me, ma neppure a parenti, affini, soci o a consiglieri comunali. Tutti quelli che ho dato, sempre al di sopra di ogni sospetto e spesso ad avversari politici, erano assistiti dalla doverosa copertura finanziaria. Non hanno perciò generato debiti fuori bilancio. Invito il sindaco, che dice queste cose quando io non ci sono e che sfugge sistematicamente ad un confronto con me, a citare un solo caso di affidamento della mia amministrazione che non sia finanziato“. L’ex primo cittadino Raffaele Leone di Noto Nostra replica così all’attuale sindaco Corrado Bonfanti che aveva sottolineato in Consiglio comunale come l’attuale Giunta stia ancora deliberando debiti fuori bilancio per incarichi assegnati tra il 1994 e il 2002.

Discorso più articolato meritano gli incarichi a legali esterni. Io vi ho fatto ricorso pochissime volte, dato che il Comune aveva e ha un ufficio legale. Il costo degli avvocati esterni, nel sistema allora vigente, non poteva essere quantificato preventivamente con esattezza, in quanto la remunerazione veniva calcolata a tariffa, in base alle singole attività processuali effettivamente svolte – aggiunge Leone – Può quindi ben darsi che la somma stanziata all’inizio si sia rivelata insufficiente a conclusione della causa e che quindi il professionista interessato abbia chiesto un supplemento. Ciò non costituisce debito fuori bilancio, non è cioè espressione di spese disposte senza copertura, bensì è il normale svolgimento del contratto di prestazione d’opera degli avvocati. Non posso esimermi dal rilevare come il tema incarichi esterni non avesse nulla a che vedere con la discussione che si stava tenendo in Consiglio comunale e che riguardava le presunte falsificazioni delle firme di presentazione di una lista alleata del sindaco. Bonfanti, piuttosto che prendere posizione sulle conseguenze politiche di questo fatto ha tentato di deviare il dibattito, tirando in ballo persone che non erano presenti e che, se anche lo fossero state, non avrebbero potuto intervenire, in quanto era stato negato il Consiglio comunale aperto“.