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Noto, “le commissioni consiliari sono illegittime”: il Tar annulla le delibere del Consiglio comunale

Accolto il ricorso presentato dall'opposizione: sarebbe stato violato il regolamento comunale e non assicurata la rappresentanza delle minoranze presenti in aula. Una soluzione potrebbe essere il voto ponderato

Rosa e Tiralongo

Il Tar ha dichiarato illegittime le deliberazioni numero 31 e 32 del 2021 del Consiglio comunale, quelle con cui sono state costituite le commissioni consiliari permanenti, dando dunque ragione ai 3 consiglieri di opposizione (Aldo Tiralongo, Salvo Cutrali e Nino Sammito), i quali, nell’annunciare il ricorso al tribunale amministrativo, avevano parlato della presunta violazione del regolamento del consiglio comunale e, nel dettaglio, del mancato rispetto del principio di rappresentanza proporzionale delle minoranza presenti in aula.

Un caso scoppiato proprio agli albori della nuova consiliatura, che portò con sé anche un lungo dibattito in aula, con il presidente Pietro Rosa a difendere la legittimità degli atti e l’opposizione a rimarcare il mancato rispetto del regolamento comunale. Con una lunga serie di passaggi riassunti tutti in questo articolo.

Per farla breve, ecco come sono andate le cose: rinnovato il Consiglio comunale, consumato il passaggio dell’elezione del nuovo presidente e del suo vice, arriva il momento della nomina delle 3 commissioni consiliari permanenti. La conferenza dei capigruppo le “porta” in aula già ben definite: ognuna avrà 4 componenti di maggioranza e uno di opposizione. I numeri quadrerebbero, ma non per l’opposizione, che tira fuori dal cilindro il mancato rispetto del criterio che vorrebbe tutti i gruppi consiliari rappresentati (articolo 10, comma 2 del regolamento del Consiglio comunale), chiedendo alla meno peggio l’utilizzo del voto ponderato.

In aula se ne parla, gli animi si accendono, maggioranza e opposizione restano comunque distanti. Poi il ricorso, prima annunciato,  poi presentato a febbraio. E il Tar che “allarga” la vicenda anche agli altri consiglieri comunali (all’inizio il ricorso era solo contro presidente e vicepresidente).

“Le delibere – si legge nella sentenza – devono ritenersi illegittime in quanto non contemplano la presenza in ciascuna commissione di almeno un rappresentante di ciascun gruppo consiliare, ferma la possibile introduzione di un sistema di voto in grado di rifletterne il diverso peso rappresentativo, e dunque di rispettare sotto questo diverso profilo il principio di proporzionalità”.

Cosa succederà adesso? Difficile dirlo: innanzitutto è attesa una presa di posizione ufficiale da parte dell’opposizione, così come dovrebbe parlare anche qualcuno della maggioranza. Aspettando di capire se una sentenza del genere possa inficiare anche altre delibere o atti.


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