Le tariffe Tari non possono essere aumentate se non prima dell’approvazione del bilancio previsionale dell’anno di riferimento. Lo sanno tutti, adesso anche il Comune di Noto, che lo scorso mese ha approvato le nuove aliquote per il tributo del 2016 ma è stato “bastonato” dal Movimento 5 Stelle.
Il passo indietro del sindaco Bonfanti sarà ufficializzato alla prossima riunione di Giunta, che deve darla vinta alla coalizione di opposizione “Noto bene comune” e ai 5 Stelle, che avevano protocollato un documento in cui si chiedeva la revoca in autotutela dell’aumento delle tariffe in quanto non congruo coi regolamenti previsti dalla legge allegando anche una lunga serie di articoli di legge e decreti legislativi sull’argomento, che evidenziavano l’errore sull’approvazione delle nuove tariffe Tari, aumentante lievemente per coprire una spesa maggiorata di 400mila euro rispetto all’anno scorso.
Secondo il Movimento 5 Stelle – e secondo legge – il Consiglio comunale non poteva deliberare l’aumento delle tariffe in quanto era già scaduto il termine fissato dalle norme statali, ovvero il giorno in cui scadeva il termine per l’approvazione del bilancio di previsione, prorogato dal 31 marzo al 30 aprile. Non avendo il Comune approvato il previsionale 2016 entro quella data, l’aumento di tariffa deliberato è illegittimo e semmai dovrebbe essere imposto per il prossimo anno.
Si torna indietro, a quelle del 2015, nonostante le bollette siano già state inviate con la maggiorazione del 9% e in tanti hanno già saldato l’intero importo dovuto. L’amministrazione dovrà specificare adesso come rimborsare l’utente e come trovare quei 400mila euro di differenza tra il piano economico 2015 della Tari e quello di quest’anno, anche se pare che possano rimettere i conti a posto in entrambi i casi con l’ultima rata della tariffa.
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