Politica

Noto, l’assemblea dei soci Cumo boccia la nomina di Bonfanti: voto unanime. Lui: “atto inutile”

Condividi

L’assemblea dei soci del Cumo ha respinto la nomina dell’ex sindaco di Noto Corrado Bonfanti alla presidenza del Consiglio di amministrazione del consorzio, bocciando all’unanimità l’indicazione arrivata dalla Regione Siciliana. La decisione è stata presa ieri pomeriggio a Noto, durante la seduta convocata per ratificare la designazione.

Negli ultimi mesi l’assemblea era stata più volte convocata, ma senza raggiungere il numero legale. Ieri hanno partecipato i rappresentanti dei Comuni soci (Noto, Avola, Rosolini e Portopalo; Avola con delega), oltre a Cenacolo Domenicano e Diocesi di Noto, che hanno espresso voto contrario. Assenti il sindaco di Pachino Giuseppe Gambuzza e la Banca di credito cooperativo di Pachino.

Il sindaco di Noto Corrado Figura ha presentato una relazione agli atti in cui richiama l’assetto statutario del consorzio (assemblea con funzioni di indirizzo e controllo, Cda con funzioni gestionali) e sostiene che la designazione di Bonfanti determinerebbe una criticità istituzionale.

Nella relazione si fa riferimento a vicende amministrativo-contabili del Comune di Noto relative al periodo della sindacatura Bonfanti, al dissesto dell’Ente per l’anno 2020 e al mancato versamento delle quote sociali al Cumo dal 2014 al 2020, quantificato in 28.721 euro, circostanza che – pur nel rispetto della presunzione di non responsabilità – viene indicata come elemento di incompatibilità/opportunità. Da qui la richiesta alla Regione di procedere a una nuova designazione.

Bonfanti contesta la decisione dell’assemblea definendola “assolutamente inutile” sul piano giuridico. Sostiene che la nomina discende da un decreto assessoriale del 2 dicembre e che l’atto avrebbe potuto essere impugnato entro 60 giorni, cosa che – afferma – non è avvenuta. Parla di “pagliacciata politica” e annuncia che intende proseguire nel ruolo, sostenendo che non ci sarebbero motivi per un conflitto tra gli organi del consorzio.

Figura, da parte sua, ribadisce che non si tratta di una questione personale o politica, ma di una verifica di competenza assembleare su incompatibilità e opportunità nella ratifica della nomina.