L’Associazione nazionale costruttori edili ha presentato venerdì scorso durante una conferenza tenutasi a Noto, le proprie osservazione al Piano Paesaggistico della provincia di Siracusa. Era presente tra gli altri il presidente dell’Osservatorio Regionale del Paesaggio, Michele Buffa, che ha difeso con passione e competenza l’operato dell’organo che presiede e che ha il compito di esaminare i vari Piani Paesaggistici Provinciali. Le osservazioni dell’Ance mirano a rendere il Piano Paesaggistico di Siracusa simile a quello di Ragusa (dove sono state ridotte le aree di tutela) perché, a loro dire, le caratteristiche dei due territori sono comparabili.
“Il presupposto su cui l’Ance basa le sue osservazioni – affermano in una nota le associazione Noto Ambiente, Natura Sicula e il movimento Passione Civile – è oggettivamente errato perché non considera che i piani paesaggistici locali si basano sull’osservazione scientifica dei valori paesaggistici, storici e culturali che sono identitari per quella comunità. Come si possono considerare omogenei e comparabili i valori ambientali, storici e culturali, scientificamente rilevati, di due territori diversi anche se viciniori? Il presupposto dell’Ance cozza contro la scientificità delle rilevazioni e contro la storia dei due territori. Le vere intenzioni dell’Ance balzano agli occhi quando nel loro documento leggiamo: “si supera “l’intoccabilità” delle attuali perimetrazioni delle aree tutelate di tipo1, 2 e 3 previste dal Piano Paesistico e si riconosce ai comuni la possibilità di poter apportare “limitate variazioni”(limitate?) alle suddette perimetrazioni, nell’aggiornamento dello strumento urbanistico… Tale formulazione è a nostro avviso palesemente illegale“.
Ma la legge stabilisce che i Piani Regolatori devono adeguarsi al Piano Paesaggistico e non viceversa. “Questo principio – aggiungono – è un argine contro gli appetiti che, nella redazione dei vari Piani Regolatori, tenterebbero in tutti modi di sacrificare la zone di tutela dei valori di un territorio sull’altare di interessi privati e talvolta, perchè no, criminali“.
Su questo punto le associazioni evidenziano una recente sentenza del Consiglio di Stato secondo cui “la tutela del paesaggio è prevalente su qualsiasi altro interesse giuridicamente rilevante, sia di carattere pubblico sia privato. Inoltre, il piano paesaggistico costituisce …una valutazione ex ante della tipologia e della incidenza qualitativa degli interventi ammissibili in funzione conservativa degli ambiti reputati meritevoli di tutela per cui i relativi precetti devono essere orientati nel senso di assicurare la conservazione di quei valori che fondano l’identità stessa della nazione“.
Noto Ambiente, Natura Sicula e Passione civile criticano l’Ance per non aver finora considerato la ristrutturazione e il recupero del costruito esistente, né l’adeguamento antisismico o il rifacimento di reti idriche e fognarie svelando l’obiettivo di costruire invece di uno sviluppo armonioso del territorio.