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Noto, la storia di Lorenzo, tetraplegico che può guidare ma non può sostenere i costi per l’acquisto dell’automobile speciale

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Qurantamila euro. Tanto vale – o costa, per andare dritti al punto – l’autonomia di Lorenzo Della Luna, 27 anni, colpito 13 anni fa da un improvviso virus che gli ha provocato un paio di microlesioni dalla C3 alla C7. Lui però non si è mai abbattuto: si è diplomato, prima, e laureato poi. Sta completando la laurea magistrale e nel frattempo ha messo dentro anche un master.

E qualche giorno fa, a Treviso, ha conseguito la patente b speciale, quella che gli permette di guidare un automobile del tipo “sali e guida”, con una serie di ausili che ne facilitano il controllo su strada: cambio di direzione, segnalazione di svolta e tutto quello che in fondo dentro un abitacolo si deve fare.

Solo che adesso viene il difficile. Lorenzo – che nel frattempo vive con la madre, anche lei costretta sulla sedie a rotelle dopo un ictus – i costi per acquistare un’automobile non può sostenerli. E allora lancia il suo appello.

“Con una vettura che si presta alle caratteristiche del “sali e guida” potrei accedere al posto guida direttamente con la carrozzina elettronica – spiega Lorenzo – e guidare con dei comandi speciali e raggiungere ogni posto. Tutto questo ha però un importante costo per me, che paragonato alla gioia di essere autonomo, ad avere accesso alla vita sociale, uscire insieme con mia madre, uscire con gli amici e a riuscire un giorno a recarmi a lavoro, diventerebbe relativo. Purtroppo però le leggi italiane non permettono la totale copertura di queste spese a chi è invalido civile. Il mio appello è rivolto al cuore di tutti, soprattutto alle istituzioni, contribuire all’autonomia di un diversamente abile è la vittoria di individui che sanno essere comunità di fatti”.