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Noto, la mostra “Art in the Bin” per introdurre all’idea del riuso creativo dei materiali

É con la mostra-evento “ART IN THE BIN” che Altera Domus, promotrice dell’iniziativa, grazie alla solidale e straordinaria partecipazione di 22 artisti di livello internazionale, rilancia la riflessione sul tema del recupero del rifiuto e del riuso creativo di materiali di scarto, dimostrando come possano diventare arte e come l’arte possa rinascere dal rifiuto di se stessa.

La mostra-evento, patrocinata dal Comune di Noto, ospitata nelle sale della Galleria di Palazzo Nicolaci, verrà inaugurata sabato 5 settembre, alle ore 19. Ad accogliere gli ospiti, la curatrice Paola Ruffino, il sindaco del comune netino Corrado Bonfanti, l’assessore al Turismo e Cultura, Giusy Solerte, il giornalista Paolo De Chiara.

“La difesa dell’ambiente è quanto mai un tema attuale e urgente – anticipa Paola Ruffino – anche l’arte deve raccogliere il grido d’allarme attraverso il suo valore sociale”. “Organizzare una mostra, incentrandola sul riutilizzo dei rifiuti, come alternativa alla bruttezza e alla pochezza umana, significa stravolgere una mentalità”, per usare le parole di De Chiara, nel saggio introduttivo alla mostra.

Al vernissage parteciperà anche Flavio Bordin, in arte Flavio Sax, il sassofonista che durante il lockdown con oltre 12 milioni di visualizzazioni sui social è diventato famoso con le sue esibizioni dai tetti degli ospedali per regalare un momento di evasione a medici, personale sanitario e pazienti, e che proprio dall’incantevole terrazza della Galleria di Palazzo Nicolaci, con vista mozzafiato sulla città, sabato sera eseguirà vari brani musicali, alcuni dei quali dedicati al grande maestro Ennio Morricone.

Evento nell’evento, la serata proseguirà con una cena di gala, accompagnata dalle magiche note del sassofono dell’artista, organizzata al ristorante Cantine Modica di San Giovanni, nella suggestiva via dei balconi più belli al mondo, i cui proventi verranno devoluti ad un’associazione Onlus, quale contributo all’azione di salvaguardia dell’ambiente. Un’idea nata proprio dal format “Musica sui tetti” dello stesso Bordin che sin dalla sua prima esibizione ha voluto affiancare alla musica un’attività di raccolta fondi.

In esposizione fino al prossimo 14 novembre, la mostra “ART IN THE BIN” porterà per la prima volta a Noto un’ottantina tra sculture, installazioni e opere pittoriche di 22 artisti, le cui opere sono state esposte in Italia e all’Estero, candidando di  fatto la capitale del Barocco,attorno cui ruota un fermento culturale di ampio raggio a diventare anche una delle sedi più interessanti dell’arte contemporanea.

Di fama internazionale, sono: Dario Agrimi, che con le sue opere spazia dalla pittura all’installazione, prediligendo anche il campo fotografico, scultoreo e video; Alessandro Cadamuro e le sue coniugazioni tra segno, suono, trasparenza e luce; Federica Cipriani e le sue tele realizzate con  carte regalo, veline e chiodi; Luigi Citarella, che dall’argilla modellata, al marmo scolpito fino alle resine laccate, crea “nature morte” dal forte impatto emotivo; Pietro DAngelo, e i suoi materiali insoliti, come graffette, viti e puntine da disegno; Antonio Delli Carri, con le sue  sculture-agglomerato, in stampa 3D, in plastica e resine; Demetrio Giuffré, che come mezzo espressivo utilizza il silicone combinato ai colori;  Paolo Greco e le sue opere diventate espressione di un vissuto e di un riuso emotivo ed intellettuale, nella dimensione dell’assemblaggio compositivo e della rielaborazione e interpretazione materica; Paolo Mezzadri, che nel suo laboratorio prova, sperimenta, incontra ed attraversa elementi concreti con elementi assolutamente visionari; Sabrina Milazzo, con le sue tele in olio di lino che ritraggono  paesaggi suggestivi; Giuseppe Negro, con la sua vocazione al recupero, rilettura e rivisitazione del passato che costituiscono gli elementi fondanti della sua ricerca; Alessandro Padovan, con la sua Screw Art, che utilizza viti autofilettanti e pittura acrilica su pannello che creano un effetto tridimensionale in un’opera scultorea e pittorica contemporanea; Hannu Palosuo, l’artista finlandese che erge a protagonista dei dipinti la quotidianità; Franco Paternostro, poliedrico, spontaneo, indagatore del bello; Gianmarco Pulimeni, la sua pittura è surrealista, sensibile e umanista  e con mano sapiente getta un’ombra molto lunga sul mondo interiore; Luisa Russo, nella cui arte convive il miracolo della pacifica coesistenza delle “ragioni del cuore” e quelle “dell’intelligenza”;  Ignazio Schifano, le cui tecniche sono legate al restauro; Tina Sgrò che esporrà due tele di grande impatto; Marco Solzi, osservatore della luce in tutte le sue forme, dipinge antichi lampadari su grandi tele di iuta, finiti per diventare tra le più intriganti opere del panorama emergente italiano; Generoso Spagnuolo, con un proprio linguaggio postespressionista, spesso minimalista e parametrico, fondato sia sulla pittura che sulla scultura; Fiorenzo Zaffina, con le sue sculture realizzate con  materiali di scarto, lattine cassette VHS, plexiglas, perfino tubi idraulici.

E poi, c’è l’emergente Federico Nocera, “una grande risorsa per l’arte contemporanea”, promette la curatrice che ha fortemente voluto il giovane artista di Melilli nella Collettiva che si aprirà ai suoi visitatori come un cantiere dinamico, proiettato verso il futuro che ospita contaminazioni, intuizioni e materiali tutti da esplorare.


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