Il Pd di Noto esprime, assieme ad altri movimenti di maggioranza, solidarietà e vicinanza al sindaco Corrado Bonfanti dopo una foto pubblicata dal sito LaSpia.it e ripresa anche dal sito del Corriere della Sera ma questo comportamento non è andato giù al responsabile nazionale legalità del Pd, Giuseppe Antoci il quale si è detto “molto perplesso ed amareggiato per le affermazioni del segretario del circolo nei confronti del giornalista Paolo Borrometi“.
Nel messaggio condiviso e firmato dalla coalizione di maggioranza, però, il nome di Borrometi non viene citato ma per Antoci il problema resterebbe comunque.
“A qualunque cittadino netino non può sfuggire che la foto – si legge nel messaggio – è stata in realtà scattata in un contesto di piena visibilità pubblica, sorvegliato da numerose telecamere e in prossimità della casa comunale…il luogo, il momento…descrivono e contestualizzano un comportamento di assoluta visibilità, e quindi trasparenza, quotidianità e normalità che non ha decisamente nulla da nascondere. Rigettiamo con forza, dunque, un metodo brutale, spregiudicato e cinico che nulla ha a che vedere con la promozione della legalità e tutto con la promozione pubblicitaria. Non è con la disinformazione e con i tentativi pretestuosi di infangare la dignità e l’integrità delle persone che si afferma una prassi sincera di contrasto all’illegalità. Decontestualizzare una foto equivale a deformare la realtà e noi crediamo che il rispetto verso i cittadini e l’opinione pubblica necessiti di sincerità e correttezza e non di macchine del fango”.
La firma in calce al messaggio del circolo di Noto non è piaciuta al responsabile nazionale legalità del Pd Giuseppe Antoci, il quale ha invitato “il segretario del Circolo ad essere più cauto e se proprio vuole dimostrare, come legittimo sia, vicinanza al sindaco di Noto lo faccia nei modi e termini consoni al suo ruolo e al partito che rappresenta”, concludendo ricordando che “il Partito Democratico, è sempre stato e sempre sarà al fianco degli amministratori onesti, a Noto e altrove, non mancando di rispettare il lavoro dei giornalisti, soprattutto di quelli che
rischiano la vita contro le mafie”.