La discarica a Stallaini non si farà. Lo ha sancito il Cga che ha respinto il ricorso presentato dalla società Soambiente, ordinando la revoca delle autorizzazioni concesse per la realizzazione dell’impianto di smaltimento e recupero dei rifiuti.
Una storia iniziata con il decreto del dirigente generale dell’Assessorato Territorio e Ambiente – Dipartimento Regionale dell’Ambiente – del dicembre 2012 con il quale si rilasciava l’ Autorizzazione integrata ambientale per la realizzazione di un impianto di smaltimento e di recupero di rifiuti non pericolosi in contrada Stallaini. Quattro anni fa, quindi, iniziava una lunga battaglia legale tra l’amministrazione del Comune di Noto, con in testa il sindaco Corrado Bonfanti, da una parte e l’assessorato concedente e la stessa beneficiaria del decreto autorizzativo dall’altra.
Nel marzo del 2013, Bonfanti decise di inviare un atto di diffida nei confronti dell’assessorato regionale dell’Energia e dei servizi di pubblica utilità, all’assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente nonché al presidente della Regione Siciliana chiedendo, dopo ampie e articolate motivazioni, di rivedere sostanzialmente la procedura autorizzativa e di annullarla in autotutela. Seguirono dibattiti pubblici e un Consiglio comunale dedicato alla questione.
Il dipartimento Acque e Rifiuti a luglio del 2014 revocò tutti i provvedimenti a favore della Soambiente facendo tirare a tutti un sospiro di sollievo, ma l’impresa presentò ricorso al Tar di Catania e, dopo averlo perso, ricorse in appello al Cga che nel 2015 ha accolto l’istanza cautelare sospendendo l’effetto della sentenza del Tar e rinviando alla sentenza di merito quando, definitivamente, ha respinto il ricorso in appello proposta dall’azienda ordinando, al contempo, l’esecuzione della sentenza all’Autorità amministrativa e quindi la revoca delle autorizzazioni già concesse rimane pienamente efficace.
“Si conclude una lunga vicenda – dichiara il sindaco Bonfanti – che mi ha visto in prima linea per affermare un principio irrinunciabile che è quello della salvaguardia e tutela del nostro territorio, specie se riconosciuto e catalogato di grande interesse storico, naturalistico e culturale. Non sono contro le attività economiche e neppure contro gli imprenditori che rischiano, con le loro iniziative, importanti risorse finanziarie; sono contro le decisioni calate dall’alto e non curanti delle peculiarità e specificità del nostro meraviglioso territorio”.
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