Noto, Installazione di Luisa Mazza nella manifestazione “Il giardino della Bellezza”

Un’installazione di forme cristalline, dove la bellezza familiarizza con la poesia, la trasparenza, la luce. E’ “Incammìnati Incamminàti”, l’installazione dell’artista Luisa Mazza, inserita nel ciclo di mostre “La bellezza sospesa tra visione e realtà” a cura di Viana Conti per “Noto – Il Giardino della Bellezza”, la manifestazione in corso di svolgimento nella città barocca fino al prossimo 11 maggio.

“Incammìnati Incamminàti” dell’artista netina attiva e residente a Roma, trova la sua collocazione ideale sulla scalinata che si affaccia sul cortile di palazzo Nicolaci dei Principi di Villadorata, perla settecentesca del barocco netino.

Il titolo dell’opera è significativamente allusivo di un percorso interiore verso la perfettibilità dell’essere, la bellezza dell’equilibro e dell’armonia. Si potrebbe parlare di Gradus ad Parnassum, Salita al Parnaso, monte delle Muse, facendo un riferimento musicale alla composizione di Muzio Clementi.

La ripetizione del termine, con uno spostamento d’accento, che denomina il lavoro, vuole essere un invito a mettersi in cammino o a constatarne il percorso compiuto alle spalle.

La forma scelta dall’artista come tramite del messaggio è quella della sfera, la figura tridimensionale che arriva a far quasi coincidere la superficie con il volume, la forma esterna con la tensione interna come, non a caso, accade per le iridate bolle di sapone, le gocce d’acqua, i corpi celesti, mentre i materiali sono quelli del cristallo, dell’acciaio specchiante, del plexiglass, che hanno le proprietà della trasparenza e della riflessione, della durezza e insieme della fragilità, componenti fondamentali per la lettura dell’opera di Luisa Mazza.

Collocati in doppio, come filari di alberi, su lastra specchiante di acciaio, i tubi di plexiglass, sormontati da globi di vetro soffiato che, da forme imperfette tendono a raggiungere una sfericità compiuta, accompagnano il visitatore, di gradino in gradino, lungo la salita, reale e metaforica, verso un livello di consapevolezza, ma soprattutto di superamento dei conflitti scaturiti dalle contingenze quotidiane per accedere creativamente e poeticamente a una condizione armonica.

“La Bellezza sospesa tra visione e realtà”, titolo del ciclo di mostre, è giusto quanto si verifica nell’opera di Luisa Mazza, sulle cui sfere di vetro non cessano di riflettersi, nel loro accadere, gli eventi esterni, come il fluire del pubblico, il mutare delle condizioni atmosferiche, della luce nelle ore del giorno e della notte. Un‘opera, visualmente minimale e matericamente glaciale, si riscalda, per così dire, e ricarica di emotività, nella sua valenza interattiva e metaforica, invitando e accompagnando il visitatore nel suo percorso di crescita spirituale e di conoscenza.

Foto: Diana Lapin photo


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