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Noto, inaugurata la nuova gestione del Centro Pio La Torre. Avviate le prime attività

Da bene mafioso a luogo di incontro per i giovani

Prima un convegno sul riuso dei beni confiscati alla mafia, poi un aperitivo musicale e da ieri i corsi di yoga: è cominciata la seconda vita del Centro Pio La Torre, centro di aggregazione sociale e culturale ricavato in un edificio sequestrato alla criminalità organizzata e che il comune di Noto, affidatario del bene, ha ristrutturato grazie ai Pon Sicurezza del Ministero dell’Interno. Adesso a occuparsi della gestione saranno 2 cooperative, quella Oro di Noto e quella Umana di Siracusa, che valorizzeranno i giovani del territorio e proprio sul territorio lavoreranno per fornire spunti e momenti di approfondimenti, crescita culturale e anche svago.

Sono state le mani del sindaco Corrado Bonfanti e della dottoressa Giuseppina Maria Spampinato, capo di gabinetto del Prefetto Giuseppe Castaldo, a impugnare le forbici con cui intorno alle 11.35 è stato tagliato il nastro all’ingresso dell’edificio.

Subito dopo gli ospiti, tra cui anche i rappresentanti delle forze dell’ordine locali, il vicequestore aggiunto Paolo Arena, dirigente del commissariato di Noto, e il capitano Paolo Perrone, comandate della compagnia dei Carabinieri netina, hanno avuto modo di visitare il centro di ultima generazione che il comune ha ristrutturato grazie ai fondi del Ministero dell’Interno. Sono nate così 4 grandi sale che prendono il nome di 4 simboli per la Sicilia e nella lotta contro la mafia come Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Rocco Chinnini e Antonino Caponnetto. L’edificio si presenta su 2 livelli ma con zero barriere architettoniche considerando la presenza di un ascensore per raggiungere sia l’aula multimediale al primo piano sia la splendida terrazza che sovrasta il litorale netino.


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