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Noto, Impianto solare termodinamico. Marzana M5S: “il sindaco revochi l’autorizzazione in autotutela”

La citazione che ha ispirato il più celebre romanzo di Hemingway ‘Non chiedere mai per chi suoni la campana. Essa suona per te’ ricorda l’importanza dell’appartenenza ad una comunità e delle azioni in sua difesa. Il sindaco di Noto Bonfanti ascolti dunque la campana e tuteli il paesaggio del territorio extra-urbano di Noto, a chiara vocazione agricola ed eno-gastronomica“.

Questo il commento della deputata del MoVimento 5 stelle Maria Marzana a seguito della pubblicazione della circolare emanata il 23 ottobre 2014 dall’assessorato dell’Energia e dei Servizi di pubblica utilità della Regione Siciliana, la quale dispone che per realizzare l’impianto solare termodinamico non è consentita la procedura abilitativa semplificata (Pas) come per l’impianto solare fotovoltaico, in quanto si tratta di impianti differenti dal punto di vista tecnico e normativo.

Dopo lunghi mesi di lotte finalmente i piccoli imprenditori di contrada Bonivini cominciano dunque a ottenere i primi risultati e si allontana il rischio della realizzazione di un impianto industriale termodinamico per la produzione di energia elettrica nella tipica campagna del Val di Noto in cui vigneti, ulivi, ruderi, muri a secco fanno da scenario incantevole ad agriturismi e cantine – continua la Marzana – La circolare regionale arriva come il provvidenziale rintocco di una campana nella quiete del territorio rurale, come ad avvertire di un imminente pericolo. È dunque ora che il sindaco presti l’orecchio e revochi l’autorizzazione in autotutela della costruzione dell’impianto solare termodinamico recependo la circolare e proteggendo l’integrità di questi luoghi“.

Già ad aprile il deputato M5S aveva incontrato un imprenditore della zona e raccolto l’istanza di portare all’attenzione delle istituzioni il progetto e la preoccupazione dei cittadini nei confronti di questo modello di sviluppo. Successivamente, durante un incontro con il sindaco di Noto, questi evidenziò che, sulla base dei documenti presentati, nulla ostava alla realizzazione dell’impianto. “Ora che la Regione ha sancito sonoramente la differenza dell’impianto termodinamico con gli altri impianti che utilizzano fonti rinnovabili – conclude la Marzana – è opportuno che il sindaco Bonfanti prenda chiaramente in carico l’interesse della comunità proteggendo il patrimonio paesaggistico e favorendo le attività compatibili, di modo che anche per questi luoghi, come per il Tardo Barocco, si possa aspirare al riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità“.


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