Noto, il regista Francesco Di Martino ha vinto il premio “Archeclub d’Italia” con il film “Prima che arrivi l’estate”

Girato nel 2019 in Valcamonica, racconta il rapporto tra indiani e popolazione del posto

Riconoscimento importante per il regista netino Francesco Di Martino, protagonista la scorsa settimana a Licodia Eubea (Catania), alla Rassegna del Documentario e della Comunicazione archeologica.

Il suo “Prima che arrivi l’estate”, girato nel 2019 ha vinto il premio “Archeoclub d’Italia”. L’opera è incentrata sulla figura di Italo, ex militante politico, ritiratosi a vivere quasi in solitudine a Saviore dell’Adamello, in Valcamonica. La sua vita è cambiata dopo l’incontro con alcuni gruppi di indigeni d’America, che ha avuto modo di ospitare: giunti da lontano, lungo strade differenti ma profondamente legate, i loro sguardi si riuniranno in un nuovo viaggio spirituale. L’attesa di questo incontro rende lo scorrere del tempo un viaggio in cui Italo vive lentamente le stagioni che si susseguono, assapora ogni attimo del freddo inverno, attende l’arrivo dell’estate e di un capo indiano.

“Il film “Prima che arrivi l’estate” era inserito nella sezione “Cinema e Antropologia”, che abbiamo consolidato molto, riservandole lo spazio serale”, sottolinea Alessandra Cilio. “Una scelta che, abbiamo constatato, il pubblico mostra di apprezzare sempre molto. Non è un caso quindi che sia stato assegnato il primo premio proprio a uno dei film ospitati all’interno di questo spazio. Insomma, la lezione di vita che gli indiani Lakota e i loro “fratelli” della Val Camonica possono dare ha fatto presa più degli ultimi scavi a Pompei o dell’architettura nilotica”.


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