Noto, il movimento Passione Civile: “C’è ancora tanto per creare lavoro e occupazione in città”

Numeri che prendono spunto dagli indicatori economici e sociali

“A Noto c’è ancora tanto da fare per creare lavoro e occupazione”. A sostenerlo è il movimento Passione Civile che dopo un’attenta analisi del livello di occupazione e della qualità del lavoro hanno provato a ricostruire le condizioni economiche e sociali della città.

“Quella di Noto – si legge nella nota del movimento civico – è una economia fragile, a ciclo stagionale, imperniata sull’indotto del turismo. Un benessere definibile da nicchia sociale. Un solo settore economico, per giunta apprezzabile in determinati periodi dell’anno, non integrato con le altre filiere produttive dell’agroalimentare, del commercio, dell’artigianato e dell’industria insignificanti se non completamente assenti. Certamente comunque insufficiente a garantire benessere economico e sociale a tutte le fasce della nostra comunità. Un quadro economico complessivo preoccupante che non sfugge all’amministrazione Bonfanti ma che ha preferito, in questi lunghi anni di governo della città, tralasciare per concentrarsi sulla cosiddetta “vocazione turistica” netina”.

Ecco i numeri forniti da Pasisone Civile: nel 2019 l’Italia registrato infatti un tasso del 63,5%, contro il 61,4% del 2005. In Sicilia, la provincia di Siracusa ha avuto un tasso di occupazione pari al 44,4%, seconda solo a Ragusa posizionatasi al 1° posto con una percentuale del 50,4%.

“Noto invece si è attestata al 46,23% di forza lavoro – prosegue la nota – cioè ci sono 7355 persone occupate nei vari settori economici (industria, commercio, turismo, servizi). Significa che a Noto ci sono anche 8.555 inoccupati. Tra questi ultimi, naturalmente, sono compresi studenti dai 15 anni in su, lavoratori, volenti o nolenti, in nero. Facendo una scrematura, con numeri molto al ribasso, si può affermare che circa 5000 netini sono disoccupati. Seppur mantenendo un ruolo minoritario, anche i comuni possono contribuire allo sviluppo del lavoro e quindi alla crescita dell’occupazione ma è una possibilità di interventi completamente disconosciuta dalla nostra Amministrazione comunale, come se vivessimo in una florida economia regolata dal mercato.  Un problema mistificato abilmente come polvere nascosta sotto il “tappeto persiano” della bellezza del centro monumentale di Noto”.

Da qui la necessità di creare nuove opportunità lavorative e fornire le giuste garanzie per l’attuazione di ogni programma. Come?

“Con grandi investimenti pubblici – si chiude la nota – farsi trovare pronti e intercettando i soldi del Recovery Fund,   risolvendo le tante carenze infrastrutturali, la rete idrica e fognaria, la depurazione, favorendo il recupero abitativo e commerciale del centro storico, conservazione e salvaguardia del patrimonio artistico, monumentale e ambientale, investimenti sul recupero delle periferie”.


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