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Noto, “Il cuore ritrovato” di Salvo Papotto dall’1 agosto alla Galleria Palazzo Nicolaci

Lo spazio espositivo nell'elegante palazzo nobiliare torna ad ospitare mostre

“Deve sgorgare dal cuore ciò che deve agire sul cuore” scriveva nel 1808 Goethe nel suo Faust. Un pensiero che sintetizza lo spirito di una mostra e il sentire di un artista che nella pittura e nella scultura trova il suo peculiare linguaggio espressivo per tradurre in segni, forme, colori, lettere, ideogrammi orientali, simboli e parole, il suo universo poetico. Un universo organico, armonioso, ciclicamente vitale e vitalmente ciclico per definizione e mutuo rapporto, quello dell’artista siciliano Salvo Papotto con cui Altera Domus, con il patrocinio del Comune di Noto, riprende la stagione espositiva 2020 richiamando l’attenzione su un autore che ha già incontrato il favore di un attento collezionismo privato. Il titolo della mostra: “Il cuore ritrovato” non è “l’object trouvé” surrealista, ma il seme di un messaggio universale senza tempo; è il Magnificat dell’amore spirituale e dell’amore terreno, nel tempo dell’assenza e della distanza, che si materializza nel dittico “Eden nel silenzio” in cui il tratto inconfondibile di quel rosso, così caro all’artista e ricorrente quasi un segno distintivo nella sua pittura, s’impone allo spettatore in un vibrante cromatismo, annientando la staticità delle due figure allungate, immobili, rigidamente frontali, di chiara matrice giacomettiana e diventa metafora della vita, dell’esistenza, dell’amore, della speranza, del perdersi e del ritrovarsi.

Metafora del cuore in “fiaminè” lo ritroviamo nell’opera “Un sole da scaldare”, in cui il cuore assimilato al sole, secondo le più antiche culture, si fonde con questo nell’immagine simbolica di un grande pomodoro radiante di un rosso molto carico, attraversato da un raggio che diventa un taglio accessibile che assorbe dentro di sé tutte le antinomie e diventa afflato dell’anima, metafora del donare e del donarsi, dell’energia vitale. La stessa metafora del cuore si prolunga in un intreccio a più livelli semantici nell’opera ”Clessidra”, un’astrazione dalla potenza emotiva fortissima, che racchiude nel titolo l’allegoria dell ‘”Eterno Ritorno dell’Uguale“, “L’eterna clessidra dell’esistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu con essa, granello della polvere”, scriveva Nietzsche, come una ringkomposition, una composizione anulare in cui gli elementi ritmicamente si ripetono dall’inizio alla fine in un ciclico fluire, sempre associati a sentimenti di vitalità primordiale e interconnessi ad un universo primordiale. L’uomo nudo dentro una griglia, che delinea campiture rettangolari, cammina solitario nella sua dimensione psicologica di isolamento spaziale, di separazione affettiva e sociale, imprigionato nel moto circolare del tempo. Esprime la freudiana nevrosi ossessiva universale dell’umanità, le ansie dell’uomo moderno, la perdita delle certezze, la sua oppressione mortale, la ricerca incessante della condizione ideale, della serenità che trova solo per un breve attimo, un attimo che si ripete all’infinito. Il ritmo dei suoi passi rimanda al battito cardiaco, alla ricerca di una nuova condizione in cui lo spazio geometrico è la scatola che simboleggia la conservazione della memoria, del tempo la cui sede è nel cuore, che come una clessidra si capovolge e ricomincia a battere, in un ciclico fluire, un cadere per poi rialzarsi.

Le lettere Alfa e Omega in giustapposizione, nel loro significato simbolico cristiano del principio e della fine, diventano, dunque, contrassegni dello stesso messaggio di speranza e codifica di un espressionismo realista, introspettivo, spirituale, che nel dittico “I passi comuni” raggiunge il suo più alto lirismo, nell’immagine delle due mezze figure, non meglio definite, poste l’una di fianco all’altra che rappresentano le due metà dello stesso Uomo, e della Parola di colui la cui fine diventa principio, e finisce di nuovo al principio originario senza alcuna interruzione.

L’opera di Papotto converge interamente nell’oggetto finale della metafora legata ai principali simboli archetipi che hanno valore catartico, e la pittura in questo senso rappresenta per lui un’ astrazione dalla realtà e una liberazione dell’inconscio che diventa conscio nel processo creativo, e che lo rende, come disse Klee “ più vicino al consueto cuore della creazione”, manifesto di un’esperienza emozionale e spirituale a tratti anche di disagio interiore. La raffigurazione di particolari animali come gatti, cavalli, tori, uccelli, è meramente simbolica nella pittura di Papotto, non assume mai una connotazione negativa bensì rassicurante, e rappresenta lo slancio vitale di spiriti quasi divini in armonia con la natura, con l’uomo e il cosmo, associati a sentimenti positivi e concilianti, stati d’animo, virtù e simboli cristologici, come l’immagine dei tre tori nell’opera “Il Gregge” che incarnano quel sentimento contemporaneo collettivo di speranza di salvezza sociale, e come per gli antichi hanno sempre valore metaforico e catartico.

Il suo linguaggio pittorico pacatamente espressionista, dagli accenti smagati e mediterranei, a sprazzi vira verso un’ironia pop che gli permette di coniugare, da diligente artista autodidatta, i tratti appresi dallo studio dei grandi artisti contemporanei ai colori caldi della sua terra e ai freddi viola per esprimere le sue emozioni e i suoi sentimenti più intimi. Così nascono “Le lusinghe in ruggine” che ricordano gli iconici Flowers di Warhol, “Ritratto in dignità”, un baconiano Study for a “lovely heart”, “Cardio Sicania”, “Frammenti di vita “ e “Battiti”.

Forma circolare e ripetizione ritmica sono segni iconici ricorrenti sia nella pittura che nella scultura in cui Papotto si rivela un artista informale, riconoscendo in una primordiale forma di linguaggio e nel gesto istintivo gli elementi di una personale espressività. Nei lavori su lamina, la sua ricerca si svolge nell’ambito di un linguaggio segnico-materico animato da vivaci timbri cromatici il cui elemento base è il cerchio, simbolo ancestrale dell’inconscio collettivo, espressione della ciclicità, simbolo del principio da cui tutto trae origine e cui tutto ritorna, ideale femminile presente in ogni elemento naturale. La serie dei Deep è uno studio sulle forme geometriche in cui cerchi concentrici di varie dimensioni, realizzati in lamina naturale o verniciata azzurra, si stagliano sullo sfondo nero del supporto ligneo formando una composizione quasi cosmica, astrale, divina. Sono forme rituali, simboli degli istinti vitali del suo essere individuo, metafora del ventre materno con cui il suo io bambino, inscritto nel Sè, entra in relazione per ricongiungersi e completarsi, anelando una dimensione di armonia e di equilibrio, la quarta dimensione kandinskiana: “Il cerchio è la sintesi delle più grandi opposizioni. Combina il concentrico e l’eccentrico in un’unica forma e in equilibrio. Delle tre forme primarie, indica la quarta dimensione”. Sono forme che rivelano l’interiorizzazione di un’emozione che dura nel tempo ripetuta su differenti registri emozionali e modulazioni del sentimento che sgorga dal cuore e sul cuore agisce.

Salvo Papotto nasce a Catania nel 1965 dove vive e lavora. Si accosta all’arte, da autodidatta, nel 1976 dopo un intenso periodo di attività di studio e di ricerca, di sperimentazione e confronto, di frequentazione di ambienti artistici berlinesi, newyorkesi e londinesi che lo stimoleranno a condurre un’indagine introspettiva e a scoprire in essa la più sublime forma di libertà espressiva cui affidare un trasporto romantico, quanto una passione verista. La sua opera si rivela un compendio di emozioni e di ispirazioni e risponde ad un bisogno incalzante di trovare un equilibrio tra dimensione ideale e dimensione reale, tra razionale e irrazionale, tra spirito e materia. Un percorso che lo condurrà al raggiungimento di un personale poliforme linguaggio espressivo che spazia dalla pittura, alla scultura, alla poesia su tela per esprimere in modo altro le emozioni umane e un’esperienza interiore in atmosfere senza tempo attraverso un astratto figurativo.

La mostra è stata realizzata grazie al supporto dei seguenti sponsor: HOME SUD HOM real estate, IACI Turnkey Solutions, ALVERIA RESTAURI costruzioni ristrutturazioni, AP Alessandro Pizzo Avvocato, Cantina Modica di San Giovanni, EVENT PRESS.


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