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Noto, il candidato a sindaco Tiralongo: “Nessuna inclusione sociale senza rispetto della legalità”

Il candidato di Passione Civile, M5S, Pd, Noto Partecipa e M24Aet apre il dibattito sulla questione caminanti

“Non può esserci inclusione sociale senza legalità”. Lo sostiene il candidato sindaco della coalizione “Noi per Noto” Aldo Tiralongo nell’affrontare la tematica della comunità dei Caminanti.

Tiralongo è determinato a non nascondere le criticità di una convivenza non sempre facile sotto il tappeto del buonismo o dell’interesse elettoralistico del momento.

“Abbiamo chiaro l’enorme disagio – dice – la difficoltà, il senso di insicurezza di chi, in particolare, vive in zone limitrofe a quel tessuto urbano ove si concentra la comunità dei caminanti, così come sappiamo che quel tessuto urbano si è sviluppato con una edilizia diffusa senza regole urbanistiche, con aspetti di abusivismo edilizio e l’elusione delle tariffe per i vari servizi, dall’acqua ai rifiuti, è ampia – per questo – sottolinea Tiralongo – affermiamo che non può esserci integrazione se non vi è rispetto delle regole sulle quali si fonda ogni civile convivenza. Questo è un principio che deve essere riaffermato, con coraggio e assoluta fermezza e reso tenacemente concreto con azioni efficaci”.

Per il candidato di Noi per Noto infatti non può esserci timore se congiuntamente ad una azione di legalità si realizzi una attività di interazione, capace di creare relazione sociale.

“Questo obiettivo lo vogliamo raggiungere andando in quel tessuto urbano, realizzandovi un centro di ascolto, di consulenza, di aggregazione. Capacità di coniugare legalità con inclusione sociale”. Impegno di Tiralongo in linea con la Strategia Nazionale ed Europea per l’integrazione delle comunità RSC (ROM, Sinti e Caminanti), che non consente una automatica sovrapposizione fra queste comunità con la delinquenza.

“Perché così non è – conclude – Perché, tanti o pochi non interessa, sono solo espressione di una minoranza etnica, con una propria cultura ed identità. Dobbiamo essere capaci di coniugare legalità con inclusione sociale. Altrimenti abbandoniamo quel tessuto sociale ad essere solo bacino elettorale di chi non ha né interesse alla legalità né alla inclusione”.


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