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Noto, ieri l’incendio tra Vendicari e Calamosche: in fiamme 5 chilometri quadrati di canneti. Atto doloso

La rabbia del Movimento antincendi iblei: "Le autorità locali e regionali si sbrighino ad intervenire"

Ci sono volute quasi 6 ore per spegnere ieri le fiamme divampate dentro la Riserva Naturale di Vendicari. Sul posto due squadre di Vigili del Fuoco e il mezzo in appoggio del Corpo Forestale. Sono intervenute anche una squadra di Protezione Civile da Noto e i volontari di Protezione Civile di Canicattini Bagni e Siracusa. In contatto con la Protezione Civile il sindaco di Noto Corrado Bonfanti, così come l’ispettore Campo della Forestale, i quali hanno seguito passo dopo passo le operazioni di spegnimento dell’incendi.

L’incendio è divampato intorno alle 17 ed al momento sembra chiara la matrice dolosa. La combustione dei cannetti ha sprigionato una folte nube grigia ben visibile a chilometri di distanza. Difficile fare i conti con i danni provocati dalle fiamme ma da una prima ricognizione sembra che siano andati in fumo circa 5 o 6 chilometri quadrati, con il rischio di un danno ecologico già sottolineato dal Movimento antincendio iblei (Mai) che sottolinea la presenza di speci protette e rare nell’Oasi faunistica.

Volontari del Mai che si sono recati sul posto, trovandolo incustodito, nel tentativo di aiutare e soprattutto di attirare l’attenzione delle autorità.

“Le fiamme – spiegano attraverso un comunicato – hanno proseguito per ore verso l’ingresso della Riserva a causa anche del mancato arrivo dei Canadair impossibilitati a volare col buio. Nonostante siano intervenuti diversi mezzi dei Vigili del fuoco e della Protezione Civile, che hanno fatto il possibile, l’assenza di personale della riserva e l’inesistenza di punti d’acqua all’interno dell’area protetta, hanno causato un disastro ambientale. E’ necessario che le autorità locali e regionali mettano massimo impegno nell’intervenire urgentemente per contrastare un fenomeno, quello degli incendi, che sta distruggendo il patrimonio naturale ibleo e non solo, come dimostra l’incendio del 1° aprile a Cava Tortorone che ha messo a rischio case e persone. Per questo il Mai, movimento spontaneo di associazioni e cittadini nato nell’agosto 2020, a seguito del terribile incendio nei pressi di Noto, chiede tempestività nell’informare i cittadini dell’importanza della prevenzione e nel dotare Forestale e Protezione Civile dei mezzi opportuni; chiede serietà nelle indagini per sapere chi è stato ad appiccare il fuoco e nell’applicazione puntuale delle leggi sulla prevenzione”.


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