“Giovani a confronto” è il progetto legalità lanciato dalla Polizia di Noto per il nuovo anno scolastico e che ha come obiettivi una serie di incontri-conferenza con gli studenti dei plessi scolastici cittadini. Nei giorni scorsi il vicequestore aggiunto Paolo Arena ha incontrato quelli delle classi III dell’istituto superiore Matteo Raeli alla presenza del preside Concetto Venenziano e del personale docente.
L’incontro ha avuto come titolo “La violenza negli stadi… i giovani e lo sballo reale e virtuale”. Sono state affrontate anche le problematiche legate al malessere giovanile che sconfina nella discriminazione, nella violenza a scuola e negli stadi, nelle dipendenze da alcol, droga, e nelle sfide estreme.
“Spesso la parola stadio viene associata a quella di violenza come se fosse un sinonimo – ha spiegato il vicequestore aggiunto Arena agli alunni interessati dall’argomento – in effetti gli stadi si trasformano sempre più in campi di battaglia, teatri di scontro tra opposte tifoserie che sfruttando a pretesto la rivalità campanilistica. Il legislatore italiano ha introdotto un articolato sistema di doppio binario di misure atte a contrastare la violenza in occasione delle manifestazioni sportive: da un lato, misure di prevenzione dall’altro un’ampia gamma di misure penali che prevedono delitti e contravvenzioni. Riguardo al primo punto, la legge ha attribuito al Questore, la possibilità di adottare nei confronti dei responsabili di atti di violenza il Daspo ovvero il divieto di accesso ai luoghi sportivi , anche all’estero , con l’aggiunta, eventuale, della prescrizione dell’obbligo di comparizione personale una o più volte presso gli uffici di Polizia competente per territorio, nel corso della partita. Il Daspo può essere applicato anche a persone minori di 18 anni che abbiano compiuto i 14 anni, sempre più numerosi”.
Il discorso si è poi spostato sul malessere giovanile espresso in molte forme, nell’autolesionismo, nel vivere al limite certe esperienze appunto per un senso di vuoto, smarrimento, solitudine: così per i selfie estremi in condizioni di pericolo, le corse su auto e moto ad alta velocità passando col semaforo rosso, il posizionamento sui binari dei treni in arrivo scansandosi all’ultimo minuto. Si è parlato anche di abuso di alcool e la conferenza si è conclusa con la proiezione di un breve spezzone del film Attimo fuggente.