Noto, Fulvia Morganti con la sua mostra “Nulla” ci insegna tutto passa dall’arte e dalla cultura

Fino al 24 settembre nei bassi di Palazzo Nicolaci

“Nulla”. Un titolo forte, forse bizzarro. Sicuramente provocatorio. Fulvia Morganti lo sceglie per questa mostra esposta a Noto, nei bassi di Palazzo Ducezio, a cura di Studio Barnum Contemporary e con il prezioso contributo critico di Fabrizio Catalano.
Solo che il resto con la parola “nulla” non c’entra proprio….nulla.
Nel suo testo critico Fabrizio Catalano dice che quando si è “per la prima volta imbattuto nei quadri di Fulvia Morganti, m’è subito sembrato di riconoscervi il più recente anello di quella medesima catena evolutiva. Figure serpeggianti, contorte; forse colte da un fremito, forse irredimibilmente tormentate. Spesso si stagliano nell’ombra, eppure rimangono sommesse, mantengono lo sguardo obliquo o, addirittura, le palpebre serrate; talvolta emergono da uno sfondo latteo, lontano dalla luce della redenzione”.
Un visitatore attento potrebbe aggiungere che nella pittura di Fulvia Morganti c’è tutta l’essenza di chi vuole esprimere sé stessa in un universo che cambia ma in cui i punti di riferimento restano sempre gli stessi. E sono introversi: ognuno di noi li deve ricercare dentro di sé.
Nei suoi quadri donne, stilizzate e nude, di una semplicità artistica ma che sembrano muoversi, ad indicare la necessità di una corsa, verso che cosa sta al visitatore deciderlo o interpretarlo. Con una certezza, come spiega il critico Catalano.
“Solo l’arte può aiutarci ad abbattere le griglie. A disintegrare. A dimenticare. Perché nessuna società, se non ha il suo fulcro nella cultura – cioè in un insieme di sensibilità, consapevolezza, memoria ed etica – è destinata a sopravvivere”.


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