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Noto, frate eremita raggira un anziano facendosi consegnare gratis un immobile: scatta il sequestro preventivo

Denunciato S. G., 49 anni, per truffa, falsità materiale commessa dal privato e abusivismo edilizio

Nella giornata di ieri, personale di polizia giudiziaria al termine di articolata attività investigativa, dava esecuzione al decreto di sequestro preventivo disposto dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Siracusa su richiesta della Procura della Repubblica del Tribunale di Siracusa avente ad oggetto gli immobili siti a Noto in via della croce, contrada San Corrado di Fuori nella disponibilità di S. G,, 49 anni con precedenti penali, indagato per i reati di truffa, falsità materiale commessa dal privato e abusivismo edilizio.

L’attività d’indagine, espletata dal personale di polizia giudiziaria del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Noto, coordinato dal vice Questore aggiunto Paolo Arena, ha consentito di acquisire nell’agosto 2017 elementi di responsabilità a carico del sedicente eremita in ordine all’attività posta in essere ai danni di un malcapitato e finalizzata al conseguimento di  vantaggi economici. Lo stesso, approfittando dello stato di vulnerabilità dell’uomo, in conseguenza di un grave incidente, con un discorso persuasivo lo induceva in errore, facendogli stipulare in suo favore un contratto di comodato d’uso a titolo gratuito di un immobile di circa 70 mq, composto da tre vani, un bagno e un cortiletto interno, adibito a deposito arredi a supporto di altro immobile ove la vittima svolgeva attività commerciale, ubicato a pochi passi dall’Istituto Don Orione in San Corrado fuori le Mura.

La vittima si decideva a concedere gratuitamente l’immobile in quanto l’individuo si era presentato quale frate, e la destinazione d’uso ipotizzata doveva riguardare la realizzazione di alloggi per religiosi. Il sedicente frate, in cambio, si dichiarava pronto ad incrementare il turismo in quella zona a vantaggio dell’attività commerciale della vittima. Pensando di fare un’opera di bene in favore di un religioso, la vittima cedeva l’immobile. Le indagini, permettevano ai poliziotti di acquisire il contratto di comodato in questione sul quale era stata apposta la firma dello pseudo frate, della vittima, nonché di un ignaro religioso superiore che, venuto a conoscenza dei fatti, prendeva le distanze dall’atto redatto e dalla firma chiarendo bene che da tempo si era allontanato dall’indagato e che non aveva firmato alcun tipo di contratto né delegato alcuno in tal senso.

Un sopralluogo nell’abitazione ove lo pseudo frate risiedeva in San Corrado fuori le Mura, consentiva di riscontrare l’anomala esecuzione di lavori di ristrutturazione in atto, con abbattimento di pareti, in assenza di autorizzazione prevista per immobili sottoposti a vincolo idrogeologico e paesaggistico. Il sedicente frate, dalle cangianti identità,  vanta numerosi precedenti penali per reati contro il patrimonio anche mediante frode commessi in altre regioni d’Italia, appartenente, a suo dire, alla comunità religiosa missionari eremiti urbani oblati di San Corrado, una comunità non contemplata in alcun atto della diocesi.

Sussistendo, pertanto, il fumus dei delitti di truffa, falsità materiale, abusivismo edilizio, stante il rischio di consolidamento del danno cagionato, il profitto del delitto di truffa, e ritenendo sussistente il pericolo che la libera disponibilità delle opere in sequestro da parte dell’indagato potesse agevolare la commissione di nuovi reati della stesse specie di quelli per cui si procede o aggravare le conseguenze del reato col completamento delle opere abusive, il Gip disponeva il sequestro preventivo degli immobili.


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