Noto, Forza Nuova offre tutto il proprio sostegno alla ristoratrice Anna Tanasi

Pubblichiamo di seguito una nota di Pietro Paolo Messina, Coordinatore Provinciale di Forza Nuova Siracusa, in merito al sostegno offerto ad una ristoratrice netina:

A metà marzo, non appena riorganizzata la federazione provinciale, Forza Nuova Siracusa ha diffuso un comunicato nel quale è centrale il progetto politico denominato “salvezza nazionale” d’ispirazione peronista. Immediatamente abbiamo ricevuto una telefonata di una ristoratrice di Noto -Anna Tanasi- che ci racconta la sua vicenda legata all’inefficienza e all’inaffidabilità delle istituzioni e del loro classico menefreghismo che di seguito raccontiamo in sintesi:

 La signora Tanasi si trova costretta a riconvertire la propria attività commerciale per via di un esproprio necessario per avviare i lavori della nuova rotatoria di contrada Calabernardo, appaltati dalla Provincia e inseriti nel progetto di riqualificazione del «Nodo di Noto». La signora Tanasi era titolare di un punto vendita di alimentari; attività avviata assieme al marito Corrado nel 2009 presso un chiosco a struttura fissa.

Adesso invece -dopo la chiusura forzata di questa attività- la signora Tanasi ha ottenuto -dopo una travagliata tafila burocratica tra comune e provincia- un altro tipo di licenza, quella per la vendita ambulante di panini e la concessione di uno spazio di suolo pubblico presso il Lido di Noto dove poter operare; concessione che però verrà revocata qualora l’attività non iniziasse entro maggio.

Anna Tanasi si trova quindi costretta a fare un nuovo investimento per avviare quest’attività e fin qui non ci sarebbe nulla di strano se non fosse che la Provincia Regionale di Siracusa non ha ancora erogato l’indennità di esproprio che con documento scritto s’era impegnata a pagare entro il 25 marzo.

Tale somma di denaro è necessaria per poter investire sulla nuova attività che oltretutto è di tipo stagionale e che se non avviata in tempo renderebbe comunque vano qualsiasi sacrificio spingendo sul lastrico Anna e la sua famiglia.

 Quando Anna ci ha contattati ci ha raccontato tutto questo con dovizie di particolari su istanze presentate, cavilli burocratici, rimbalzo di responsabilità fra gli enti ecc…, informandoci inoltre che se entro il 25 marzo 2013 non avesse ricevuto l’indennità di esproprio si sarebbe incatenata con un letto all’interno del palazzo che ospita gli uffici della Provincia Regionale di Siracusa presso via Malta.

Anna Tanasi s’è rivolta a Forza Nuova solo per non sentirsi sola. Non ci ha chiesto niente in particolare. Ci ha chiesto solo di sostenerla moralmente e stare vicini a lei ed alla sua famiglia nel momento che avesse fatto questa disperata azione di protesta nella quale degli onesti lavoratori devono arrivare ad umiliarsi per poter ottenere riconosciuti dei diritti già acquisiti.

 Come ci si aspettava -infatti- giorno 25 marzo non è arrivata alcuna risposta e il 26 mattina Anna Tanasi è stata costretta a mettere in atto la propria protesta con catene e branda assieme al marito, alle figlie ed altri parenti e la presenza di un consistente gruppo di forzanovisti che sarebbero stati li per prestare un supporto di varie necessità. Un supporto silenzioso, rispettoso della protesta che deve avere solo la famiglia di Anna come protagonista. Noi forzanovisti eravamo lì con lei, senza bandiere ne striscioni, solo con qualche camicia bianca e il simbolo di FN sul petto.

Il nostro non era un sit-in non autorizzato ma una semplice vicinanza richiesta espressamente da Anna Tanasi; cosa non compresa in pieno da alcuni agenti DIGOS che accusandoci di bloccare l’ingresso al palazzo della provincia (non bloccavamo assolutamente niente perché eravamo appoggiati alle porte zitti e buoni) ci hanno minacciato segnalazioni e denunce qualora non ci fossimo allontanati di lì rimproverandoci persino di voler “strumentalizzare il dramma della signora”.

Non cadendo nei tentativi provocatori degli agenti e non cadendo nella trappola reiterata della minaccia ci siamo soltanto spostati di due o tre metri dall’ingresso rimanendo compatti e mantenendo il contatto con Anna che era incatenata appena dopo il portone.

Nel frattempo il legale della signora Tanasi -sballottato da un ufficio all’altro- è riuscito a strappare la sola promessa di un acconto dell’indennizzo con il saldo più avanti. Non conosciamo adesso né i tempi né la quantità di denaro di questo acconto promesso ma quella di Anna oggi possiamo considerarla già una piccola vittoria perché, dopo il silenzio degli enti, la promessa -suppur vaqua- di uno sblocco è già un passo avanti. Possiamo purtroppo solo constatare che se un connazionale non si umilia pubblicamente non ottiene nemmeno la dovuta attenzione che dovrebbe essere garantita in casi di normalità e non di emergenza.

 Noi di Forza Nuova siamo intervenuti perché quando Anna Tanasi ci ha chiamati non potevamo rimanere indifferenti difronte alla richiesta di sostegno di una connazionale. Anna continua a ringraziarci per ciò che per noi è solo semplice dovere legato alla nostra concezione di far politica che è etica di servizio verso il popolo italiano. Al contrario siamo noi a ringraziare Anna Tanasi perché ci ha dato l’occasione per mettere in pratica i nostri principi.

 Concludiamo sperando che questa vicenda possa concludersi presto e nel migliore dei modi per Anna e la sua famiglia ma se non dovesse essere così continueremo a condividere con lei questa sua battaglia. Anna non sei sola e ci adopereremo affinché nessun italiano lo sia!


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