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Noto, è ripartita la stagione di BluMagma: in scena “L’alba del terzio millennio” e “Doppio Legame”

Spettacoli che mantengono una carica di attualità impressionante in una società nella quale la violenza riconosciuta o meno, perpetrata o subita sembra dominare incontrastata

La stagione teatrale di BluMagma ha preso il via quest’anno con due spettacoli che hanno coinvolto ed emozionato il pubblico per motivi diversi ma in qualche modo connessi: “L’alba del terzo millennio” di Pietro De Silva e “Doppio legame” di Maria Piera Regoli e Salvatore Zinna, andati in scena il 26 ottobre e il 23 novembre per la regia di Federico Magnano di San Lio.

Sono spettacoli che pur avendo una lunga storia (“Doppio legame” ha debuttato nel 1993 e L’ ”Alba del terzo millennio” nel 2013) mantengono una carica di attualità impressionante in una società nella quale la violenza riconosciuta o meno, perpetrata o subita sembra dominare incontrastata.

Ne “L’alba del terzo millennio” Cosimo Coltraro ed Emanuele Puglia sono i poveri cristi che nel ruolo dei due ladroni crocifissi accanto a Gesù in una sacra rappresentazione paesana, vengono dimenticati e lasciati a sproloquiare e a morire su un Golgota che nell’immaginario collettivo conta ormai meno di una partita di calcio.

In “Doppio Legame” Salvatore Zinna è Enzuccio, il povero malavitoso di quart’ordine che si trova più o meno inconsapevolmente invischiato con i mafiosi “veri” in imprese criminose via via sempre più inquietanti e truculente alle quali non può sottrarsi.

Dall’”Alba del terzo millennio” a “Doppio legame” il salto è potente: dallo spaccato di una vicenda singolare con risvolti sempre in bilico fra tragedia e farsa si precipita nel male assoluto di una storia senza riscatto e senza resurrezione, vissuta da un protagonista che è al tempo stesso vittima e carnefice. “Che cosa dovevo fare?” chiede insistentemente Enzuccio agli spettatori. E il pubblico, in trappola suo malgrado, vive il suo stesso dramma: Enzuccio non ha scampo forse perché non possiede gli strumenti per rompere il doppio legame mortale con la mafia o forse perché un doppio legame non può in alcun modo essere spezzato dall’interno ma può sciogliersi solo grazie a un intervento esterno “miracoloso”: una presa di coscienza collettiva, un’assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni.

 A teatro però il mondo dei vinti si prende la scena e usa tutti i toni, dall’ironia inconsapevole, all’insulto, allo sberleffo, per esorcizzare la maledizione di un destino ineluttabile e la condanna all’invisibilità.

 Se “Doppio legame” coinvolge gli spettatori in un rito collettivo di superamento della personale zona comfort costringendo ciascuno a riposizionarsi sullo spartiacque tra lecito e illecito, tra bene e male, “L’alba del terzo millennio” punta decisamente sul registro di una comicità irresistibile, quella che nasce spontanea e ci salva nelle situazioni più difficili, una comicità nella quale noi siciliani non siamo secondi a nessuno. Il successo dell’ ”Alba” è stato tale da registrare il sold out del primo spettacolo e consentire una replica nello stesso giorno. In occasione di “Doppio Legame” il pubblico ha incontrato l’interprete Turi Zinna e il regista Federico Magnano San Lio per un confronto in cui, tra domande e curiosità, si è approfondito il tema del teatro sociale portato avanti con testardaggine negli anni della lunga esperienza di Retablo.

Grande soddisfazione per gli organizzatori che hanno ritrovato un pubblico molto caloroso dopo la pausa estiva di BluMagma. Cosa bolle in pentola? Al momento si lavora ai preparativi della festa di fine anno, prevista per venerdì 19 dicembre, il teatro invece ci dà appuntamento il 3 gennaio con “Ancestrale – omaggio a Goliarda Sapienza” di e con Simona Adele Buscemi (che il pubblico di Noto ha potuto conoscere quest’estate in Invisibili) con musiche dal vivo di Maria Conticello.


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