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Noto e Pachino, I Verdi contro il sindaco Bonfanti: “non bastano le parole, la competenza sull’impianto è del dirigente”

Continua la querelle su contrada Bonivini. Prima l’attacco dei Verdi (Leggi Qui), poi le rassicurazioni del sindaco Bonfanti (Leggi Qui), stavolta sono nuovamente i Verdi a intervenire certi di smentire il primo cittadino in sette punti. Ecco la nota:

L’ordinanza cautelare del Cga è di accoglimento e non di rigetto. Il Cga ha sollecitato il Tar di Palermo a una celere definizione del giudizio in considerazione dell’importanza degli interessi sottesi alla fattispecie – sottolinea in una nota il movimento di carattere ambientalista – I giudizi innanzi alle competenti autorità giurisdizionali non sono ancora entrati nella fase di merito ed un uomo delle istituzioni dovrebbe sapere che un giudizio consta di più gradi e che per rispetto della magistrature occorrerebbe aspettare l’esito finale. La circolare della Regione dice espressamente che gli impianti termodinamici non possono essere autorizzati con la Pas. Il testo è chiaro e non lascia dubbi ad alcuna interpretazione. Anzi, sarebbe opportuno constatare che la circolare stessa riprende interi passi del ricorso di primo grado presentato dalla signora Paola Ballabeni.

Spiace che ci si sia avventurati in una interpretazione della circolare senza avere gli strumenti minimi di cognizione di ciò di cui si parla. Secondo il sindaco Bonfanti la circolare direbbe che per il passato era sufficiente la Pas per gli impianti termodinamici, mentre per il futuro occorrerebbe l’autorizzazione Regionale. Peccato però che la circolare non dice questo e non avrebbe mai potuto, perché Bonfanti, che fa altro mestiere, non sa che le circolare interpretano e chiarisco il contenuto delle leggi e dei regolamenti. Ora, la legge e il regolamento che si applicano nel caso dell’impianto di Bonivini sono sempre rimasti gli stessi, quindi la circolare non può segnare un prima e un dopo rispetto a un testo normativo che non muta.

Il sindaco Bonfanti tace sulla individuazione delle aree non idonee alla installazione di impianti alimentati da energie rinnovabili. Esiste, e Bonfanti lo sa, un’espressa indicazione normativo della Regione che individua l’area di Bonivini come inidonea alla installazione di qualsiasi impianti alimento da energie rinnovabili. Di tutto questo Bonfanti tace. Il sindaco dice, invece, di volere tutelare il territorio di Noto ma probabilmente non ha nemmeno letto le doglianze convenute nel ricorso amministrativo, perché proprio la Ballabeni ha lamentato, fra le altre cose, la violazione delle norme poste a tutela del territorio, delle colture pregiata e dell’interno valore culturale del Val di Noto.

Apprendiamo che per il sindaco Bonfanti basta la sua parola per dormire sonni tranquilli. Il sindaco, infatti, invece di rassicurare l’intera comunità ritirando il provvedimento di autorizzazione o convincendo l’impresa richiedente a rinunciare al procedimento amministrativo, ci assicura lui che la sua parola è certezza e che l’impianto non si farà più. Ma il Comune di Noto il 18 marzo 2015 ha comunicato per iscritto ed ufficialmente che l’autorizzazione a realizzare l’impianto è ancora valida ed efficace. Ma cosa sarà mai il diritto scolpito nei provvedimenti di fronte alla parola del sindaco Bonfanti che dice che l’impianto non si farà più? Naturalmente il sindaco è in grado di dare assicurazione anche per il periodo successivo a quando non sarà più sindaco e la sua parola, a quanto pare, dovrebbe vincolare anche i suoi successori. Peccato però che la competenza su questi provvedimenti non è del sindaco ma del dirigente, il quale, infatti, ha fatto sapere per iscritto, che lui di ritirarlo in provvedimento non ci pensa nemmeno”.


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