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Noto e Avola, Si facevano chiamare Fantastica o Antonella Bella: adescavano e narcotizzavano gli uomini per derubarli

Si facevano chiamare Fantastica o Antonella Bella. Un gruppo criminale formato da donne ben organizzate, una delle quali molto brava nell’utilizzo dei social network (Badoo, ma anche Facebook) per adescare uomini, aspettando a volte anche diverse settimane. Per sgominare la banda le indagini di Carabinieri, Nit e Procura si sono avvalse di metodi tradizionali e tecnologie.

Le donne stringevano relazioni via internet con uomini di mezza età accuratamente selezionati, li corteggiavano in chat e una volta incontrati li drogavano e li rapinavano (Leggi Qui). Gli inquirenti hanno la certezza di almeno otto incontri conclusi con la stessa metodologia: il “nipote” (unico uomo della banda) somministrava una sostanza narcotica difficilmente reperibile (su questo versante proseguono le indagini) nella birra o in una bevanda offerta alla vittima inconsapevole, che si addormentava in 30 secondi. Alcuni si svegliavano poi la mattina seguente.

Le indagini sono partite un anno e mezzo fa perché una vittima, catanese, nel tentativo di raggiungere casa ha investito cinque auto rischiando pesanti sanzioni anche penali. Da lì la denuncia, proseguita con intercettazioni telefoniche, perquisizioni che hanno portato gli inquirenti a ricostruire almeno altri 70 contatti grazie alla collaborazione delle otto vittime accertate che hanno collaborato attivamente e di altri 10 uomini che hanno ammesso di aver chattato con le donne criminali ma di non aver accettato l’incontro perché insospettiti dal modo di fare. Gli incontri avvenivano in strada, il più delle volte a Noto vicino la Villa Comunale e in una panineria di Avola.

Il Gip Giuseppe Tripi ha emesso un’ordinanza cautelare con l’accusa di rapina aggravata e continuata alla mente del gruppo criminale, P.G. una donna di 52 anni, ora rinchiusa nel carcere di Piazza Lanza a Catania e le sue complici C.R. di 47 anni, rintracciata dai Carabinieri in Puglia e sottoposta agli arresti domiciliari (entrambe con precedenti penali), e S.C. di 29 anni (incensurata), P.A. di 27 anni e rinchiuso nel carcere di Siracusa, e P.M. 27 anni sottoposto all’obbligo di firma.


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