Noto, dopo gli incendi a San Corrado associazioni e comitato residenti scrivono alla Regione ed ai Comuni

Tra gli obiettivi la definitiva istituzione del Parco degli Iblei

Coinvolgere le istituzioni a più livello e favorire le interlocuzioni con loro e tra di loro, puntare forte sul concetto di prevenzione e promuovere le attività di sensibilizzazione affinché le immagini del 17 agosto restino solo (cattivi) ricordi.

Di questo si è discusso durante un partecipato incontro organizzato dal Forum Agenda 21 e dall’associazione Acquanuvena che ha visto coinvolti i cittadini residenti a San Corrado di Fuori e ad Avola Antica, per confrontarsi e stilare documenti da condividere con Regione Siciliana e amministrazioni comunali per rilanciare la battaglia contro gli atti incendiari. Da qui l’esigenza di una voce unica che possa interloquire con Regione e comuni.

Tutto è partito da un incontro congiunto che è stato organizzato proprio alla Cava di San Corrado. Il documento in fase di redazione chiederà alla Regione siciliana ed ai Comuni di Noto ed Avola di applicare la legge 353 del 2000 che prevede la mappatura catastale dei terreni bruciati con conseguente divieto di pascolo, ma anche di prendere in considerazione il cosiddetto “metodo Perna”: contratti di responsabilità con associazioni di volontariato a cui affidare la gestione di quote del territorio. Si chiede, inoltre, di considerare anche soluzioni più dirette e pratiche. Su tutte l’adesione al sistema Fire Sat, un sistema di controllo attraverso satellite.


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