Noto, Dall’Irlanda alla Sicilia, alla ricerca dei propri avi. La storia di Brian Wallace

Da un’isola a un’altra, alla ricerca delle proprie origini. In bicicletta. Una mattina di febbraio, Brian Wallace, 35enne irlandese stanco della solita routine, decide di mettersi in sella alla propria bici e di raggiungere l’Italia, alla ricerca di alcuni suoi avi dal cognome Taliaferro o Tagliaferro.

Dopo aver girato la Germania (a proposito, ci ha raccontato che ha avuto problemi di stabilità con la sue due ruote lungo alcune strade), è arrivato nel siracusano, facendo tappa nel capoluogo e anche a Noto. Da qui si è mosso verso Palermo, e anche verso Malta. Le ricerche non stanno andando come sperato, e le condizioni non sono certo delle migliori.

Lo abbiamo incontrato un pomeriggio davanti la Basilica Cattedrale di Noto: barba lunga e canottiera nonostante il bel tempo fosse ancora lontano. Con la sua inseparabile compagna di viaggio.

“È la quarta – racconta indicando la bici appoggiata sul muro di Palazzo Ducezio – da quando sono partito. Due sono andate distrutte, la terza, invece, me l’hanno rubata”. Li definisce “incidenti di percorso”. Con noi parla in inglese, ma ogni tanto qualche termine in gaelico irlandese lo utilizza per rendere ancor più forte la sua esperienza.

“Dormo vicino al mare – aggiunge mostrando un materassino per gli esercizi fisici – e ricarico il mio palmare attraverso un trasformatore di energia solare. Ho pochi soldi nella mia carta di credito, e cerco di farmeli bastare. In certe tappe qualcuno mi ha ospitato, altre volte ho dovuto fare da me”.

Poi entra nel vivo del suo racconto: “Sono incuriosito, mi piacerebbe riuscire a risalire alle origini della mia famiglia. Un ramo dovrebbe essere originario dell’Italia, dal cognome Taliaferro o Tagliaferro. Sono stato al nord, dove è stato difficile muoversi in bicicletta, e adesso sono qui al sud. Nei prossimi giorni tornerò in Calabria, ma la stanchezza comincia a farsi sentire e la voglia di ritornare a casa pure”.

Brian si rammarica, perchè nonostante gli appelli lanciati dopo ogni tappa del suo viaggio, non sembra essere riuscito a sollevare clamore e ad interessare qualcuno. “Forse in America avrei già trovato qualcuno disposto a scrivere un libro – ammette – ma pazienza”.

A distanza di giorni da quell’incontro, Brian spesso ci aggiorna con alcuni messaggi, rigorosamente in inglese, rigorosamente via whatsapp o Facebook. Il penultimo sabato scorso, in cui programma un viaggio in Calabria e oggi un’altra segnalazione in cui racconta che, dopo aver dormito a Siracusa, resterà in città con la sua amata bicicletta, colma di ogni roba necessaria per il suo tour alla ricerca delle sue origini.

Noi continueremo a seguirlo, e se qualcuno dei nostri lettori fosse interessato a comunicargli qualcosa, potrà farlo attraverso una segnalazione alla nostra redazione. Rigorosamente in inglese.

Ottavio Gintoli

(Nella foto, Brian e la sua fedele “compagna di viaggio” davanti la Basilica Cattedrale di Noto)


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