Partirà dal Palazzo della Cultura “Carlo Giavanti” di Noto, sede del Cumo (Consorzio Universitario Mediterraneo Orientale), la prima edizione di “Conversazioni sul Novecento”, un ciclo di incontri incentrato sul secolo scorso.
Si comincia con un “Viaggio nella Musica d’Autore” curato da tre relatori di spicco: un cantautore e due giornalisti. Ugo Mazzei, cantautore dalla lunga esperienza concertistica e discografica, con collaborazioni di grande rilievo, tra cui quella con Giulio Rapetti Mogol, interverrà sul tema “La musica d’autore non è poesia ma libertà”, con riferimenti, confronti e connessioni tra questo genere musicale e la letteratura, arrivando fino all’Ode ai Poeti con Amore di Lawrence Ferlinghetti, La Bomba di Gregory Corso (che ispirò l’album “Storie di un impiegato” di De Andrè) e il libro “Sulla strada” di Jack Kerouac.
Il giornalista Leonardo Lodato, capo redattore della redazione di Ragusa del quotidiano La Sicilia e profondo conoscitore della canzone d’autore, si soffermerà su tre cantautori (Roberto Vecchioni, Giorgio Gaber e Claudio Lolli), trattando il tema “dai banchi di scuola alle piazze” e focalizzandosi, in particolare, sul testo di “Io se fossi Dio”, tra le pietre miliari del repertorio musicale di Gaber.
Il giornalista Sergio Taccone, corrispondente del quotidiano La Sicilia e collaboratore di Avvenire, tratterà l’argomento inerente “i cantautori negli anni di piombo”, soffermandosi su quanto accadde in Italia dal 1968 al ‘76, anno in cui si arrivò, attraverso una ribellione sfociata in “ribellismo”, a processare in pubblico i cantautori che vivevano di musica, come nel caso di Francesco De Gregori e del suo concerto interrotto al Palalido di Milano. Gli interventi saranno moderati dalla giornalista Santina Giannone.
Il primo ciclo di “Conversazioni sul Novecento” comprende altri tre appuntamenti a cadenza mensile. A marzo, “Argentina 1976-’81: la tragedia dei desaparecidos”, incentrato sul quarantennale della presa del potere della Giunta Militare guidata da Jorge Rafael Videla. Un incontro in cui si metterà in evidenza la manipolazione dell’informazione da parte dei militari al potere (che trovò il punto più alto durante i mondiali di calcio del ’78), il ruolo delle madri di “Plaza de Mayo”, fondamentale in molti casi per la ricerca della verità sulla fine di tante persone inghiottite dal buco nero della dittatura, e l’impegno di due grandi personalità che agirono in quegli anni in Argentina a difesa dei diritti umani: Jorge Bergoglio, futuro Papa Francesco, ed il console italiano Enrico Calamai.
Ad aprile, incontro sul tema “Attualità della Laborem Exercens”, analisi dell’enciclica sul lavoro che Giovanni Paolo II scrisse nel 1981 e che, 35 anni dopo, mantiene intatta la sua forza e contemporaneità sui più rilevanti temi sociali: disoccupazione, emigrazione, questioni salariali, discriminazioni di minoranze, handicap. Un’enciclica in cui Giovanni Paolo II pose la sua attenzione, a distanza di 90 anni dalla Rerum Novarum, sul diritto al lavoro come diritto umano, cioè “della persona”. La prima edizione di “Conversazioni sul Novecento” si chiuderà a maggio con l’incontro “La guerra nel cinema di Stanley Kubrick”, analisi della trilogia cinematografica del grande regista statunitense, scomparso nel 1999.
Un percorso che comprende il conflitto astratto di “Paura e Desiderio”, l’antimilitarismo di “Orizzonti di gloria” passando attraverso la distruzione e meccanizzazione della personalità umana di “Full Metal Jacket”.