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Noto, Consiglio comunale sulla Sanità, per CittadinanzAttiva: “Servono scelte razionali e coerenti con la rete ospedaliera”

CittadinanzAttiva ha diffuso una nota di approfondimento con alcune proposte concrete per migliorare l’offerta sanitaria nel territorio

In vista della seduta straordinaria del Consiglio Comunale di Noto, convocata per l’11 novembre e dedicata alla rifunzionalizzazione dell’Ospedale unico Avola/Noto, CittadinanzAttiva ha diffuso una nota di approfondimento con alcune proposte concrete per migliorare l’offerta sanitaria nel territorio, in coerenza con quanto previsto dal D.A. 11 gennaio 2019 e con la nuova rete ospedaliera regionale di prossima approvazione.

Nel documento, si sottolinea che la rete attuale prevede una distinzione funzionale tra le due strutture: Avola destinata agli “acuti” e Noto ai “post acuti”. Tuttavia, ad oggi, “i reparti di lungodegenza e di medicina riabilitativa non sono stati ancora attivati, né è stato completato il trasferimento dell’Ortopedia presso l’ospedale di Avola”, si legge nella nota.

Una condizione che – secondo CittadinanzAttiva – genera “una marginalizzazione funzionale del reparto di Ortopedia, privo del necessario supporto medico, chirurgico e diagnostico (rianimazione, terapia intensiva, ecc.)”, con conseguenze dirette sulla sicurezza dei pazienti e sul rischio clinico per gli operatori sanitari.

Inoltre, “i pazienti politraumatizzati non possono essere operati presso la struttura di Noto poiché il reparto di chirurgia, presidio per acuti, è allocato ad Avola”.

“Si determina così una dispersione di risorse umane e funzionali che limita la complessiva efficienza del sistema ospedaliero”, denuncia l’associazione. CittadinanzAttiva critica anche l’atto di indirizzo proposto dal Consiglio Comunale, che prevede l’attivazione a Noto di nuove unità operative (Medicina, Cardiologia, Rianimazione, Oncologia, Urologia e Neurologia). Una proposta giudicata “inopportuna, non credibile e non razionale”, poiché “si tratta di specialità proprie di una struttura per acuti e non compatibili con la vocazione post-acuti del presidio di Noto”.

L’associazione suggerisce, invece, di concentrare le risorse su reparti coerenti con la natura post-acuta del presidio: Medicina Riabilitativa, Lungodegenza, Pneumologia e Malattie Infettive, valorizzando l’ospedale di Noto come struttura di continuità assistenziale e recupero funzionale. Per quanto riguarda l’emergenza-urgenza, la nota propone di potenziare il Presidio Territoriale di Emergenza (PTE) h24, in modo da garantire una risposta immediata ai bisogni dei cittadini senza snaturare la funzione dell’ospedale.

Infine, si richiama l’importanza della medicina di prossimità, già prevista dal PNRR – Missione 6, attraverso la Casa di Comunità, l’Ospedale di Comunità e i servizi socio-assistenziali territoriali.
“L’integrazione tra servizi ospedalieri e territoriali – conclude la nota – può garantire in modo più efficace il diritto alla salute, nel rispetto del principio di prevenzione, diagnosi e cura sancito dalla legislazione sanitaria.”


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