“La storia sulla presunta situazione debitoria del Comune di Noto non funziona”, ha ribadito più volte il sindaco uscente Bonfanti, spiegando in più maniere come la sensazione sia quella di trovare un capo espiatorio mal celando così la scarsa capacità di trovare soluzioni adeguate alla problematica. Atteggiamento poco rassicurante per chi è al governo della città da pochi mesi.
“E’ una situazione in cui appare inevitabile ricorrere al default, il Comune è già in dissesto perché in bilancio ci sono crediti di non facile esazione”, ha invece replicato l’ex sindaco Leone, facendo un’analisi della situazione finanziaria del Comune e ribadendo che tutto è stato nascosto fino ad adesso. D’altronde la relazione del Settore finanziario del Comune lo dice chiaro alla fine e i funzionari/consulenti sono gli stessi di quelli che c’erano ai tempi di Bonfanti, oggi riconfermanti dall’attuale sindaco.
Per la prima volta un confronto pubblico di cui se ne sentiva il bisogno, eccome, tra due ex sindaci l’uscente Corrado Bonfanti e l’ex Raffaele Leone, davanti le telecamere della nuova Nbtv – che nel frattempo ha anche un nuovo direttore responsabile, la collega Cetty Amenta – nel corso seconda puntata di “Opinioni a Confronto”, format di approfondimento condotto da Corrado Salemi.
Un confronto serrato, un’ora di batti e ribatti su posizioni contrapposte (a cui sarebbe stato invitato anche il sindaco Corrado Figura che avrebbe declinato).
E’ stato Bonfanti il primo a prendere la parola. “Gli atti amministrativi che mi hanno visto coinvolto nel passaggio di consegne tra me e Figura definiscono bene la situazione che ho lasciato: 15 milioni di euro di liquidità, tra cassa e anticipazione del tesoriere, certificata dai revisori dei conti così come è stata certifica come “veritiera e corrispondente alle scritture contabili” la relazione di fine mandato”. Poi ha aggiunto che “l’attuale amministrazione ha approvato, con voto unanime della maggioranza, il bilancio consolidato riferito all’anno 2019, non penso che tutti questi debiti, di cui parla strumentalmente il sindaco Figura, siano stati contratti nel 2020 e parte del 2021, anni che conosciamo tutti come pandemici”.
Di tutt’altro avviso Leone. “I numeri sono numeri e mi stupisco di come si continui a dichiarare il falso” – ha detto – “dimenticandosi, tra l’altro, che l’amministrazione Bonfanti non ha mai approvato i bilanci consolidati 2017 e 2018. Ed è chiaro come i 61milioni di disavanzo riguardano la gestione amministrativa che ha permesso di iscrivere in bilancio crediti fittizi come l’inserimento di crediti di dubbia esigibilità senza osservare il principio della prudenza. Io credo che questa amministrazione debba valutare il dissesto, che vorrà dire tasse più alte e fornitori non pagati al 100%”.
Ma il dissesto, replica Bonfanti, è più una scorciatoia che una necessità. “Io ho la sensazione – ha aggiunto – che chi è al governo di questa città debba uscire dalla perenne campagna elettorale e cominciare a lavorare. Concentrarsi solo sulla campagna denigratoria della passata amministrazione consuma energie che possono essere destinate ad altro; nella mia esperienza al governo della città non ho mai occupato il tempo ad addossare colpe a chi mi aveva preceduto e, sono svariati le centinaia di migliaia di euro di debiti nati da contenziosi vecchi da più decenni; si chiama continuità amministrativa. La questione dissesto è più una scorciatoia che nasconde l’incapacità di saper fronteggiare le situazioni”.
L’avv. Leone è fermo nella sua posizione: “Io penso invece – ha replicato – che se i bilanci sono stati redatti con tecniche fittizie, prima o poi questa situazione doveva venire a galla. Anche perché di situazioni assurde ce ne sono: il mio studio, per esempio, segue i casi di famiglie con due sole persone che si sono viste recapitare bollette dell’acqua da migliaia di euro. Anche su Aspecon, andrebbe aperto un capitolo a parte”.
Ed è molto probabile che presto ci sia una seconda puntata, “con la clessidra” come ha richiesto, simpaticamente, Leone rivendicando di aver parlato qualche minuto in meno rispetto a Bonfanti.
Sembrava di essere tornati indietro di 11 anni, al turno di ballottaggio delle amministrative 2011. Strano, ma vero, eppure è stato così……