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Noto, CNA e Casa di reclusione insieme per favorire il reinserimento lavorativo

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Incontor Cna

Creare un collegamento tra il mondo dell’imprenditoria artigianale e quello penitenziario, valorizzando le competenze professionali acquisite dai detenuti e favorendone il reinserimento nel mondo del lavoro. È l’obiettivo del protocollo d’intesa di prossima sottoscrizione tra la Casa di reclusione di Noto, l’U.L.E.P.E. di Siracusa e la CNA di Noto.

Il progetto è stato al centro di una riunione che si è svolta ieri mattina nella Sala Conferenze della struttura penitenziaria netina, alla presenza del presidente della CNA di Noto Nicola Casto, del direttore della Casa di reclusione Andrea Calareso e della direttrice dell’U.L.E.P.E. di Siracusa Gabriella Picco.

All’incontro hanno partecipato anche rappresentanti di cooperative sociali e associazioni impegnate nel settore, tra cui la cooperativa sociale “L’Arcolaio” di Siracusa, l’Associazione Piccole e Medie Imprese di Costruzione di Catania, il Centro Studi Aziendali del Mediterraneo di Palermo e l’associazione “Seconda Chance” di Catania.

Il protocollo punta in particolare a evitare che le competenze acquisite durante la detenzione vadano disperse una volta terminato il periodo di reclusione. All’interno della Casa di reclusione di Noto, infatti, numerosi detenuti hanno maturato professionalità nei settori della falegnameria, della metallurgia, della sartoria e della stampa tipografica e serigrafica.

L’intesa dovrebbe quindi favorire un canale diretto con le imprese del territorio, mettendo in relazione le professionalità sviluppate all’interno dell’istituto con le esigenze del mercato del lavoro. Un percorso che riguarda non soltanto le persone detenute, ma anche quelle impegnate nell’esecuzione penale esterna e nelle misure alternative alla detenzione.

Nel corso dell’incontro è stata inoltre illustrata la cosiddetta Legge Smuraglia, che prevede agevolazioni fiscali e contributive per le imprese che assumono persone detenute o ammesse al lavoro esterno e soggetti in esecuzione penale esterna. L’obiettivo è informare le imprese sulle opportunità previste dalla normativa e favorire una maggiore conoscenza degli strumenti disponibili.

Il lavoro viene così individuato come uno degli strumenti attraverso cui accompagnare il percorso di reinserimento sociale e ridurre il rischio di recidiva. Il protocollo, una volta sottoscritto, dovrebbe definire modalità e strumenti per rafforzare la collaborazione tra istituzione penitenziaria, servizi dell’esecuzione penale esterna e mondo imprenditoriale.

Per informazioni è possibile contattare la Direzione della Casa di reclusione di Noto all’indirizzo cr.noto@giustizia.it oppure la CNA di Noto all’indirizzo g.miceli@cnasr.it.

Ottavio Gintoli

Ottavio Gintoli

Giornalista pubblicista dal 2012, di base a Noto. Ha iniziato con lo sport e oggi scrive di politica, cronaca, cultura ed eventi. Firma anche per La Sicilia; nel network dal 2015. Il…

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